Castellucci ai giornalisti: collocare la memoria nel futuro e attenti all'uso delle parole

Castellucci ai giornalisti: collocare la memoria nel futuro e attenti all'uso delle parole

Sulla scia del messaggio di papa Bergoglio per la Giornata delle Comunicazioni sociali e del passaggio dell'Esodo "Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” sarà la narrazione come memoria, non solo del passato, ma anche per collocarvi dentro il futuro il filo conduttore dell'anno della Diocesi di Carpi che si svilupperà nel nome di Odoardo Focherini e dei 75 anni trascorsi dal suo martirio nel lager di Hersbruck.

 

 

Ne ha dato comunicazione questa mattina l'arcivescovo di Modena nonché amministratore della Diocesi di Carpi, Erio Castellucci, che insieme al Vicario generale, don Ermenegildo Manicardi, ha tenuto il tradizionale incontro con la stampa locale – allargato anche a numerosi esponenti di quella modenese – in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

 

 

Dopo i saluti della padrona di casa, Cleofe Filippi, vice presidente della Fondazione Fossoli nei cui locali si è tenuto l'incontro, significativamente convocato negli ambienti della ex sinagoga, e il monito di don Castellucci a non tagliare le radici della memoria, è stato don Manicardi a illustrare le tappe commemorative del 75mo di Focherini che culmineranno in un importante convegno il 23 maggio in Cattedrale nel contesto della Festa del Patrono. Il titolo assegnato all'evento cui parteciperanno decine di studiosi e che riceverà il patrocinio comunale (“Ho ricordato al Sindaco che non è Dorando Pietri, ma Focherini il più illustre cittadino di Carpi”) sarà "Il tempo di Odoardo Focherini e la società di oggi: uomini che fanno comunità e popolo”. Un appuntamento, ha spiegato don Manicardi, che servirà a interrogarsi non solo su come abbia fatto Focherini a sottrarsi ai conformismi del suo tempo e al clima di quell'Italia in guerra, ma anche su quali sentimenti e come vedano e come reagiscano i Carpigiani alla realtà di oggi, che è fatta di immigrazione, ma anche di tanto altro.  Da Erio Castellucci, che si è soffermato anche sull'invadenza delle fake news e sul fenomeno degli hater da tastiera, è venuto agli esponenti della stampa un monito a fare attenzione alle parole, alla loro ambiguità di cui è stato prova, negli anni del regime, l'uso di termini nati in un contesto di per sé positivo, ma stravolti in senso opposto. 

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