Gabanelli conquista la Fenice, Strout mette d’accordo le due librerie
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LA FENICE
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MONDADORI BOOKSTORE
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1. "Resa dei conti"
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1. "Threshing day"
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Alla Libreria Fenice il primo posto va a un’inchiesta. “La resa dei conti” di Milena Gabanelli, scritto con Simona Ravizza, parte da un ricordo personale. Nel 1973, al suo primo lavoro, la giornalista trascriveva fatture in una ditta di bulloni, e ogni tanto il capo le chiedeva di metterne qualcuna “nel nero”. Mezzo secolo dopo, sostengono le autrici, quella normalità non è sparita: si è perfezionata e perfino legalizzata. Bilanci pubblici e dati fiscali alla mano, il libro descrive un’Italia divisa in categorie: i favoriti che godono di scappatoie e regimi agevolati, i protetti dalle lobby, i fuorilegge che aspettano la prossima sanatoria. Tra i numeri citati c’è quello dei 573 regimi fiscali diversi presenti nel sistema italiano. Al secondo posto c’è “Il tempo dei chissà” di Elena Loewenthal: il romanzo è ambientato in una palazzina torinese dove nasce l’amicizia tra Ico e Ada, un legame che resiste alla guerra anche quando lui sale in montagna con i partigiani e lei è costretta a lasciare Torino. Nello stesso stabile, un mattino, la famiglia Auerbach riceve la lettera che le revoca la cittadinanza italiana. La storia mescola invenzione, ricordi tramandati e vicende che appartengono davvero alla famiglia dell’autrice. mIl titolo che compare in entrambe le classifiche è “Le cose che non diciamo” di Elizabeth Strout, terzo alla Fenice e settimo da Mondadori. Dopo Olive Kitteridge e Lucy Barton, questa volta al centro c’è una voce maschile, quella di Artie Dam. L’epigrafe, tratta da Jung, dà la chiave del libro: la solitudine non nasce dall’assenza di persone, ma dall’impossibilità di comunicare ciò che conta davvero. Da Mondadori Bookstore la vetta è del fantasy di Rebecca Yarros, “Threshing Day”. Al secondo posto c’è “Storie di donne e uomini in lotta per la democrazia” di Antonio Scurati, che raccoglie destini e scelte di persone che si sono trovate davanti ai momenti decisivi della storia. Il libro arriva insieme a uno spettacolo teatrale dello stesso autore dedicato a chi ha conquistato e difeso democrazia e diritti civili in Europa. Al quinto posto c’è l’esordio di Pamela Bosi, “La ragazza della Stipel”, con una Milano in pieno fermento come protagonista. Al sesto posto entra “Santa Barbara”, il nuovo romanzo di Nicola Lagioia. Sono 640 pagine ambientate a Capurso, nell’entroterra barese, che attraversano mezzo secolo di storia italiana seguendo due famiglie. Sopra tutti veglia la santa del titolo, capace di leggere i segreti delle donne e di esaudire anche i desideri più feroci, che ha nascosto il suo cuore in un angolo del paese in attesa che un bambino dall’animo puro lo ritrovi.