''Un romanzo rinascimentale: Alberto, signore di Carpi''. In vendita alla Fenice il libro di Giovanni Pasetti
La storia romanzata di Alberto Pio, un uomo contro il suo destino è la novità di novembre 2026 della collana LETTURE di Voce libri. L'autore presiede la Fondazione Palazzo Te a Montova
Alberto Pio ebbe in vita molti privilegi: parente di donne e uomini illustri, venne educato da Aldo Manuzio, il primo editore italiano, e conobbe perfettamente la personalità di Giovanni Pico della Mirandola, fratello della madre. Legato in vario modo ai Gonzaga di Mantova, crebbe allevato come un piccolo sapiente, diventando un principe umanista, ancorché confinato in un piccolo centro padano di cui faticò a mantenere il controllo, giorno dopo giorno. Proprio la precarietà della situazione politica in cui si muoveva, specchio del più generale disordine italiano, lo portò ad assumere una posizione di equilibrio fra poteri differenti e contrastanti. La carriera di ambasciatore, declinata in modi diversi a seconda delle circostanze, fu il suo approdo naturale. Ma non lo salvò completamente dalle tempeste che via via si abbatterono sulle signorie della penisola e sul papato, costringendolo infine a un esilio parigino in cui egli consumò le ultime forze nella difesa della religione cattolica contro il protestantesimo dilagante. segue
Amico di poeti, filosofi, pittori, scultori e architetti inseguì continuamente il progetto di una città ideale. Che in parte realizzò nella sua Carpi, convincendo specialmente Baldassare Peruzzi a immaginare un nuovo tessuto urbano e riformando largamente il castello ereditato dagli avi, oltre a numerosi luoghi di culto.
Oggi la statua proveniente dal suo sepolcro disperso è ospitata nelle sale del Louvre, effigiandolo come personaggio legato ai suoi libri e consapevole del proprio valore. Mentre un bellissimo ritratto in cui, ancora giovane, mostra ai nostri occhi una copia dell’Eneide virgiliana è conservato nella National Gallery di Londra.
Una figura dunque assai problematica, quasi amletica, che patì numerosi torti a cui rispose approfondendo l’inclinazione alla cultura e alla ricerca. Un principe senza terra per gran parte della sua esistenza. Un ingegno ispirato dal dubbio e dal contrasto tra la fede nel libero arbitrio umano, come insegnato da Giovanni Pico, e l’amara constatazione della terribile forza del destino, esperita tragicamente durante il Sacco di Roma del 1527 di cui fu testimone e attore. segue
Il libro di Giovanni Pasetti espone il principe in primo piano, trasformandolo in un fantasma moderno che narra direttamente le proprie vicende, raccontando i sogni, le imprese, le passioni di una vita intera.
Seguendo con una certa cura i fatti acclarati di un percorso complesso, e cercando di illuminare alcuni snodi ancora poco esplorati, la narrazione si amplia fino a illustrare il passaggio di un’epoca. Abbandoniamo progressivamente l’Umanesimo trionfante di Lorenzo il Magnifico per giungere alle catastrofi tambureggianti delle battaglie del primo cinquecento, in cui ogni certezza e ogni fiducia nella sopravvivenza stessa di una civiltà sembra perduta.
Qualcosa, tuttavia, è troppo intenso per essere dimenticato. Nella prigione dorata del Louvre, colma di capolavori compiuti da artisti che egli spesso ha incontrato, lo spirito di Alberto Pio trova le ragioni per affermare ulteriormente e finalmente la potenza della bellezza e dell’amore. (nelle foto, il sepolcro di Alberto Pio al Louvre, la copertina del libro e l'autore, Giovanni Pasetti)