Al Forum della Moda italo francese di Faverolles (Centre-Val de Lore) dibattito sulle criticità del lusso

Temi centrali: la gestione della filiera, il contrasto al lavoro clandestino o sottopagato e le lavorazioni ''sottoscala''

Il 12 settembre, il Domaine des Oseraies di Faverolles (Centre-Val de Loire) ha ospitato il Forum della moda, diventato un fondamentale punto di incontro tra gli operatori del settore per discutere delle principali criticità del lusso. Dopo anni di grande crescita, il comparto ha subito un netto rallentamento, a cui si sono aggiunti scandali legati alle condizioni di subappalto che hanno danneggiato la reputazione del settore.

Un tema centrale è la gestione della filiera e il contrasto al lavoro clandestino o sottopagato. Rappresentanti del settore sottolineano che il costo di produzione incide solo per il 10-15 per cento sul prezzo finale e che le pressioni sui costi da parte del middle management spingono talvolta verso scorciatoie illegali. Per superare queste criticità, si richiede alle maison di assumersi la responsabilità delle proprie scelte produttive, abbandonando i laboratori irregolari e garantendo l'applicazione di contratti collettivi nazionali uniformi. Questi problemi reputazionali, amplificati dai social network, hanno peraltro contribuito in modo significativo al calo delle vendite, specialmente nei mercati asiatici.

In un panorama globale sempre più competitivo, Francia e Italia riconoscono la profonda complementarità dei propri modelli: la Francia si distingue per la creazione e il design, mentre l'Italia eccelle nella produzione d'eccellenza strutturata nei distretti. Per agevolare le imprese rispetto all'elevato numero di controlli subiti, è stata introdotta un'iniziativa bilaterale per definire un quadro comune di audit. Inoltre, viene posta una forte attenzione sulla necessità di preservare il know-how e il saper fare artigianale tramite la formazione e la valorizzazione della subfornitura.

Infine, l'asse franco-italiano punta ad far valere il proprio peso politico a Bruxelles, dove insieme rappresenta l'80% del settore tessile europeo. Tra i successi citati figura la stretta sulle franchigie per i pacchi extracomunitari sotto i 150 euro, mentre restano prioritari i futuri incontri e negoziati normativi su temi come il passaporto digitale del prodotto, il regolamento sull'ecodesign e la sostenibilità, con l'obiettivo di tutelare il modello industriale e sociale europeo.