''Il bello della moda'': un incontro a margine di Milano Fashion Week

L'incontro organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) e McKinsey, in occasione dell'inaugurazione dell'osservatorio "Il bello della moda", ha rappresentato un'importante occasione di confronto informale tra la stampa e i leader del settore fashion sui temi più attuali della moda italiana.

I punti chiave emersi durante l'incontro:

  • Il peso economico e l'attrattività del settore: Carlo Capasa (presidente di CNMI, nella foto) ha evidenziato come la moda sia un pilastro economico da 93 miliardi di euro con 1,2 milioni di lavoratori complessivi (600.000 diretti e 600.000 nell'indotto). Il settore vanta un forte appeal internazionale: il 70 per cento degli studenti delle scuole di moda italiane proviene dall'estero e ben 2 turisti stranieri su 3 indicano la moda tra le prime motivazioni di viaggio in Italia.

  • L'importanza di fare sistema: Capasa ha sottolineato che la forza della moda italiana risiede nella capacità di lavorare come comunità. All'interno di CNMI esistono 12 tavoli di lavoro specifici (dalla sostenibilità al welfare) dove gli esperti dei vari brand collaborano per affrontare e risolvere insieme le sfide generali dell'industria.

  • Giovani, formazione e savoir-faire: Trasmettere l'eccellenza del Made in Italy e attrarre le nuove generazioni è considerata una responsabilità comune. Ne sono un esempio le iniziative interne alle singole maison, come la "Bottega dell'Arte" di Valentino.

  • Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale: L'IA è considerata imprescindibile:

    • Per Remo Ruffini, non sostituisce la creatività ma la velocizza e la potenzia, rivelandosi fondamentale nel design, nella logistica e nel miglioramento delle relazioni con i clienti (clienteling).

    • Per Gildo Zegna, rappresenta un'evoluzione culturale utile al controllo qualità e alla filiera.

    • Per Lorenzo Bertelli (Gruppo Prada), l'obiettivo dell'IA non è ridurre il personale, ma far rendere di più le persone già presenti.

  • Mercato del second-hand e tracciabilità: Lorenzo Bertelli ha posto l'accento sul mercato dell'usato di lusso, visto come un competitor diretto da monitorare e controllare con attenzione (ad esempio attraverso strumenti come la blockchain Aura) per tutelare la percezione e il valore dei brand.

In conclusione, l'evento ha dimostrato come la moda italiana stia cercando di fare squadra per far emergere il Made in Italy non semplicemente come un'etichetta, ma come un valore e un brand unico proiettato verso il futuro.