L'ondata inflattiva in Emilia-Romagna
Presentati dalla Cgil regionale e ricavati dall'elaborazione dei dati Istat
Presentati questa mattina nella sede della Cgil Emilia Romagna i dati sul carovita e l’inflazione in regione: emerge un quadro sconfortante cui la legge di bilancio non offre alcuna soluzione: “Non siamo tutti sulla stessa barca – osserva il segretario generale della Cgil regionale Massimo Bussandri – c’è chi naviga la tempesta a bordo di un transatlantico e chi di una barchetta a remi; mentre dal 2019 i salari reali sono diminuiti e i profitti cresciuti a doppia cifra percentuale, l’aumento vertiginoso dei prezzi delle case, delle bollette, dei trasporti, dei prodotti alimentari colpisce duramente i lavoratori e i pensionati a reddito medio-basso per i quali nella prossima finanziaria non c’è nulla. Il tema dell’aumento dei prezzi, esploso in particolare nel corso del 2022, a causa soprattutto delle forti tensioni sul mercato delle materie prime energetiche, aggravate dalla guerra in Ucraina seguita all’invasione russa, è tornato negli ultimi mesi al centro dell’attenzione, per effetto del rincaro del petrolio e dei suoi derivati, dovuto essenzialmente al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alle tensioni nel Golfo Persico.
Osservando infatti la curva dell’indice mensile dei prezzi (in fig. 1 quello relativo in specifico all’Emilia-Romagna), si nota come fino alla metà del 2021 esso sia praticamente piatto, attorno a 102-103, per poi salire in modo deciso a partire dalla fine del 2021 fino alla fine del 2022, con un salto netto in particolare attorno a ottobre 2022. Segue un lungo periodo di quasi stabilità, con una crescita lenta fino al 2025. Nel 2026 si registra una nuova fase di forte accelerazione: posto pari a 100 il valore medio dei prezzi del 2015, a fine 2026 si avvicina la soglia di 130, ossia un aumento prossimo al 30 per cento.
Nelle tabelle successive si è scelto di confrontare l’indice dei prezzi di settembre 2026, ultimo dato reso disponibile da Istat, con quello di quattro anni prima, settembre 2022, nel pieno della prima impennata e con quello di 7 anni prima, settembre 2019, antecedente la crisi pandemica, punto d’osservazione iniziale.

La crescita dei prezzi in Emilia-Romagna è leggermente sotto la media italiana, sia nell’ultimo anno (più 4,0 per cento), sia rispetto al settembre 2022 (più 11,2 per cento contro più 12,3 per cento), sia al settembre 2019 (più 23,9 per cento contro più 24,6 per cento). Tra le province emiliano-romagnole, è Rimini quella che ha registrato in tutti i confronti le crescite maggiori (più 4,6 per cento, più 13,8 per cento, più 26,2 per cento), seguita da Ferrara e Bologna. Parma, Piacenza e Reggio Emilia sono quelle con la crescita più contenuta nell’ultimo anno.

Nell’ultimo anno sono aumentati soprattutto i prezzi dei consumi legati alla casa, che sono anche quelli di gran lunga più cresciuti rispetto al 2019. Molto importante nell’ultimo anno anche l’aumento dei prezzi dei trasporti, seguiti da quelli dei servizi di alloggio e ristorazione, che primeggiano nel confronto con il 2022 e hanno registrato un incremento superiore al 30 per cento anche rispetto al settembre 2019. Rispetto a quella data è stato molto rilevante anche l’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari e dlle bevande analcoliche. L’unico settore con prezzi tendenzialmente in calo, nonostante il lieve aumento dell’ultimo anno, è quello relativo ai servizi di informazione e comunicazione (meno 9,6 per cento dal 2022, meno 19,3 per cento dal 2019).

Scendendo per alcune voci ad un ulteriore dettaglio, si può notare come l’aumento dei prezzi dell’ultimo anno sia stato fortemente trainato in particolare da due voci: energia elettrica, gas e combustibili, che sono saliti del 17,2 per cento, e le spese legate all’utilizzo dei mezzi di trasporto (più 13,0 per cento). Singolare l’andamento, molto altalenante, dei prezzi per energia, gas e acqua, che nonostante il forte aumento dell’ultimo anno sono ancora sotto il livello raggiunto nel settembre 2022.
Va precisato che la crescita degli affitti reali per abitazione, per quanto non trascurabile nell’ultimo anno, costituisce una media regionale di andamenti verosimilmente molto diverse tra le diverse realtà provinciali, nonché tra grandi centri e periferie.
Gli alimentari, infine, sono quasi stabili nell’ultimo anno (più 1,3 per cento) ma restano molto più cari di prima della crisi (più 29,6 per cento dal 2019).
In sintesi, l’inflazione in Emilia-Romagna è tornata nell’ultimo anno prepotentemente a salire e il motore è soprattutto nei costi di energia e combustibili (più 17,2 per cento) e trasporti (più 13,0 per cento). Il livello dei prezzi resta comunque molto più alto sia rispetto al 2019 (più 23,9 per cento), sia rispetto al 2022 (più 11,2 per cento).
Gli aumenti più pesanti dal 2019 riguardano energia e abitazione, alimentari e ristorazione, cioè le voci che incidono di più sui bilanci familiari. (nella foto, la sede regionale della Cgil a Bologna)