Prato a Bruxelles con il progetto di primo Living Lab della transizione ecologica nel tessile

Si chiama Position Paper 2026 e punta a testare l'impatto delle normative su ecodesign, tracciabilità e responsabilità dei produttori estesa alla filiera

Una delegazione unitaria del Prato Textile District, guidata dal sindaco Matteo Biffoni e composta da rappresentanti del Comune, associazioni di categoria e sindacati, è stata ricevuta a Bruxelles dai funzionari della Commissione Europea per la transizione verde e industriale.

Al centro del tavolo, la presentazione del Position Paper 2026 e il lancio di una proposta strategica: fare di Prato il primo laboratorio industriale e Living Lab d’Europa per testare sul campo l’impatto delle nuove normative su ecodesign, tracciabilità ed Extended Producer Responsibility (Epr). segue

La forza del modello pratese e il rischio occupazionale

Prato si presenta alle istituzioni europee non come un semplice recettore passivo, ma come partner attivo forte della sua tradizione centenaria nel riciclo tessile e di infrastrutture all'avanguardia (dalla depurazione acque con Gida al nuovo hub tessile). Tuttavia, non mancano le preoccupazioni per l'economia locale, forte di 43.000 addetti, 7.000 imprese e 2,8 miliardi di euro di export. Come evidenziato da Francesco Marini, presidente della sezione Sistema Moda di Confindustria Toscana Nord, le nuove regole su End-of-Waste e Reach rischiano di mettere a repentaglio tra gli 8.000 e i 10.000 posti di lavoro se non terranno conto delle dinamiche reali dei processi manifatturieri e dei tempi di transizione necessari. segue

Le richieste chiave a tutela della filiera

Per tutelare la rigenerazione tessile e gli storici cenciaioli, la delegazione ha avanzato precise proposte operative:

  • End-of-Waste: far cessare la qualifica di rifiuto subito dopo la cernita commerciale, la selezione e l'igienizzazione, senza attendere la sfilacciatura meccanica.

  • Regolamento Ecodesign (Espr): valorizzare la circolarità reale della lana cardata riciclata anziché basarsi unicamente sulla durabilità sintetica.

  • Incentivi di mercato: introdurre un'IVA ridotta sui materiali rigenerati e quote obbligatorie di riciclato nei Green Public Procurement.

  • Normative chimiche (Reach): adoperare una valutazione del rischio reale per distinguere tra la presenza intenzionale di sostanze inquinanti (come i Pfas) e le semplici contaminazioni di fondo involontarie.

L'incontro si è concluso con l'impegno a proseguire il confronto tecnico e con l'invito rivolto ai funzionari europei a visitare personalmente gli impianti del distretto pratese.