Vittorio Cianci (Lart): ''Non basta l'IA per controllare la qualità dei tessuti''

Ci sono, a suo parere, prestazioni che esigono l'assistenza dell'intelligenza umana con i laboratori di analisi e i centri di controllo

Dall'ingegner Vittorio Cianci, a commento di una iniziativa di Carpi Fashion System sull'intelligenza artificiale applicata al controllo dei tessuti, riceviamo e pubblichiamo:

«La qualità di  un capo di abbigliamento  come qualità percepita dal consumatore  richiede delle prestazioni minime cui il consumatore non è più disposto a rinunciare: regolarità visibile di esecuzione, regolarità delle taglie, stabilità dimensionale, solidità colori, durata (resistenza al pillig all’abrasione, tenuta delle cuciture, eccetera), non tossicità.

Le prime due  variabili vengono direttamente  controllate dal consumatore al momento dell’acquisto mentre le altre si manifestano durante l’uso e la manutenzione. L’IA può controllare solamente le prime due variabili mentre per le altre è necessaria la collaborazione con l’intelligenza umana. La maggior parte delle persone ritiene inoltre che il controllo qualità dei capi si riferisca solo al controllo ottico delle difettosità superficiali (computer vision)

La sola ispezione ottica. può rilevare con precisione le difettosità superficiali dei semilavorati industriali quali buchi macchie, disuniformità cromatiche controllo colore irregolarità del filato ecc  e le difettosità dei capi finiti(  disallineamenti delle cuciture, macchie o errori di colore ec) IIn tal senso le banche dati della ia a sono ben fornite. Ricordo che il controllo ottico veniva già utilizzato da diversi anni dalle aziende nel controllo alla specula; era sempre necessaria comunque la presenza di persona qualificata in grado di valutare se i difetti rilevati fossero compatibili con il livello di qualità propria dell’azienda o con le richieste presenti nei capitolati di acquisto. Una volta controllato e misurato il valore utilizzando le normative vigenti e le immagini fornite, l’IA dovrebbe verificare e garantire l’aspettativa del consumatore con riferimento o ai valori di mercato o alla corrispondenza a quanto richiesto dal capitolato, un compito che spetta ai laboratori di analisi e centri di controllo.    

 

 

 

Esempio esplicativo

La sola IA non può  prevedere il comportamento al pilling durate l’utilizzo di un capo di abbigliamento e garantire la soddisfazione del consumatore. In altri termini dovrebbe:

- controllare la composizione e sapere quali sono le fibre più critiche al pilling quali lana,cotone,miste fibre  con basso carico di rottura co fibre resistenti; in tal caso la ia dispone di numerose banche dati fornite dai centri di controllo

- conoscere le variabili da cui dipendono pillig, finezza fibre, lughezza fibre, grado di compattezza del tessuto, presenza di prodotti di finissaggio. 

L’IA non è in grado di valutare tali grandezze né di metterle in relazione con la resistenza al pilling; solo l’intelligenza umana può assolvere a tale compito che spetta ai laboratori di analisi e ai centri di controllo. In tal senso Lart ha condotto e pubblicato uno studio approfondito sulle numerose variabili che influenzano il pilling.

- tipo di fibra

- finezza della fibra

- lunghezza della fibra

- tipo di materiale

- tenacità della fibra

- torsione del filato

- crettatura della fibra

- pelosità

- procedimenti e macchinari di tintura e finissaggio.

- finissaggi (cimatura, bruciapelo, trattamento  enzimatico, trattamenti a base di resina

(nelle foto, alcuni esempi da tecnico qualificato)