Il ricordo dell'eccidio via dal suo luogo simbolo

La commemorazione del 14 luglio fuori dal tiro a segno ancora inagibile

Il ricordo dell'eccidio via dal suo luogo simbolo

Inspiegabili, per il Presidente, i tempi del sequestro che blocca i lavori di ripristino

Quest’anno la commemorazione del tragico eccidio dei martiri del poligono di tiro di Cibeno si terrà eccezionalmente al campo di concentramento di Fossoli, domenica 14 luglio. Nonostante siano ormai trascorsi nove mesi dall’incendio che, nel mese di novembre dello scorso anno ha seriamente danneggiato la struttura del Tiro a Segno Nazionale di Carpi, il magistrato inquirente (è aperto un fascicolo a carico del presidente Giuseppe Martinelli per “danneggiamento colposo”) non ha ancora disposto il dissequestro dell’area che, come noto, è di pertinenza del Demanio Militare. Difficile comprendere come, a distanza di tanto tempo, il magistrato e i periti nominati dalla Procura e dalle parti, non siano ancora riusciti a compiere gli atti istruttori necessari e opportuni per giungere a stabilire le cause del devastante incendio che nel pomeriggio dell’8 novembre ha seriamente danneggiato la struttura del poligono di tiro. 

Sta di fatto che, per la prima volta dal dopoguerra, la cerimonia che ricorderà i 67 internati del campo di Fossoli che i nazifascisti fucilarono dietro il poligono di Cibeno il 12 luglio del 1944 non potrà avvenire sulla stele commemorativa dei caduti ma dovrà aver luogo nell’inedita cornice del campo di Fossoli. L’intera area del poligono è infatti ancora sotto sequestro penale e l’accesso è interdetto a chiunque. «Sono amareggiato per questi tempi lunghi – ammette il presidente del TsN di Carpi, Giuseppe Martinelli –; i periti sono venuti più volte e dovrebbero aver terminato il loro lavoro. Noi non vediamo l’ora di poter rientrare in possesso della nostra struttura per poter avviare i lavori di ripristino. Anche io, come sempre, sarò presente alla commemorazione, questa volta però a Fossoli». Il programma di domenica mattina prevede la celebrazione di brevi riti religiosi (una preghiera cattolica ed una ebraica) e gli interventi del sindaco Alberto Bellelli e del presidente della Fondazione ex campo di concentramento di Fossoli, Pierluigi Castagnetti. Per l’inagibilità del poligono, non sarà possibile deporre una corona d’alloro ai piedi della stele che ricorda i caduti: “Le vittime dell’eccidio – ricorda la Fondazione Fossoli –provenivano da 27 provincie italiane, avevano differenti estrazioni sociali e rappresentavano le varie anime antifasciste dell’epoca: molti dei compagni di prigionia sopravvissuti riferiranno, nelle testimonianze e deposizioni successive, che si trattava dei migliori, perché anche all’interno del campo, dopo aver subito la durezza del carcere e nell’incertezza costante per la propria sorte, molti di loro non avevano ceduto e, anche in condizioni così difficili, seguitavano nell’organizzare atti di resistenza”.

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