Numeri e lettere uniti nelle Cifre narrative di Parmeggiani

Dal 19 nelle librerie

Numeri e lettere uniti nelle Cifre narrative di Parmeggiani

Carpi – Approda alle librerie, giovedì 19 novembre, “Cifre narrative” (Mimesis edizioni 2015, 96 pagine, 12 euro) ultima produzione dello scrittore carpigiano Carlo Alberto Parmeggiani, nonché riedizione del precedente “Le parole e i numeri. Matematica e lavoro letterario” uscito due anni fa. Come il precedente, anche questo libro, arricchito dalla prefazione di Bruno D’Asmore, matematico e saggista bolognese emigrato in Colombia, si basa sulla convinzione dell’autore che ci sono molte più cose che legano la Matematica e la Letteratura, il mondo dei numeri e quello delle lettere, di quante non ne contenga il semplice mal di testa che secondo alcuni affliggerebbe allo stesso modo “matematici, logici e arguti letterati, se non proprio poeti e romanzieri”. Questi legami tra chi lavora di numeri, misure, identità ed equazioni e chi invece manipola una materia fatta di esperienza, emozioni, sentimenti e parole si possono tutti riassumere in un concetto: tanto gli uni quanto gli altri vanno in cerca di un modello, di un complesso di relazioni e rapporti da scomporre o rinsaldare, da abbandonare o perfezionare e che “permetta soprattutto di farsi intendere dagli altri e da se stessi di quello che si pensa o che si dice del mondo e del reale”. 

«Questa riedizione – spiega Parmeggiani – nasce dal fatto che il primo libro era piaciuto più ai matematici che ai letterati. Per questo, nel rivederlo, ho tolto le parti più ostiche, cercando di renderlo più appetibile sia dal punto di vista letterario che scientifico e mettendo a punto anche i riferimenti storici. Perché – sottolinea Parmeggiani – ciò che accade nella storia della Matematica succede anche in Letteratura. Un esempio? La scoperta del calcolo infinitesimale coincide con una nuova letteratura in Gran Bretagna e Spagna; l’avvio dell’analisi standard è parallelo a quanto avvenne nella Letteratura post moderna dei primi del Novecento. Quel che accade in una disciplina, insomma, succede anche nell’altra. Il libro si incentra su questi aspetti: qui – conclude – ho semplicemente tolto le parti più vertiginose per rendere il discorso più piano, sicchè anche un letterato possa entrarvi»

Nella foto, Carlo Alberto Parmeggiani 

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