Complici i lavori di filatura con l’arcolaio e poi la treccia

Nel tepore della stalla il filoss faceva comunità

Nascevano qui i racconti, gli scherzi, i suoni e i canti della tradizione contandina

è chi asserisce che a dar origine a questa parola siano state le donne che nell’antichità si portavano l’arcolaio nella stalla per filare. Si può oggi intendere come un raduno di persone, di solito in una stalla, la più vicina, o la più bendisposta al ritrovo di famiglie. Dalle nostre parti fu attivo fino all’avvento della televisione, cioè alla prima metà del secolo scorso. Era il ritrovo del mondo agricolo, c’era chi dava compagnia e chi ne trovava, chi riportava un evento accaduto a volte lontano. Vi scorgevi comari, sempre informate di tutto quello che succedeva nel cortile e a volte anche in paese, qualcuna ne sapeva di più degli altri. A volte nella stalla entravano facce di ragazzi sorridenti e talvolta imbarazzate, che generava il compiaciuto e sommesso sorriso partecipe, degli uomini più attempati. I più smaliziati li facevano accomodare, mettendoli a loro agio vicini alle signorine della stessa età. I più timidi attendevano la battuta del più audace del gruppo, che provocava una grande risata collettiva. Quando il ghiaccio si rompeva risaltavano i giovani volti e il gruppo era già composto. In quel tepore qualcuno finiva per trovar moglie. Alla stessa esplorazione scoprivi al put così detto poiché aveva oltrepassato i quaranta e non aveva scovato ancora un’anima gemella. Si mostrava con il tabarro di tessuto fine di lana, comprato nel giorno di mercato e lo spianava per l’occasione. Ne migliorava l’aspetto un po’ sciupato, ma non era bastante per trovar moglie. Vi scorgevi uomini che donavano opinioni, ai più semplici, e si sen tivano maestri anche nell’acquistare. Esponevano agli astanti in ascolto le loro spese in piazza. Anche una rezdora allevatrice di conigli s’attentava con disinvoltura a conversare con quegli uomini. Lei si era recata a vendere i suoi animali all’omonimo mercato dei polli, caricando due gabbie di legno sulla bicicletta una davanti e una dietro.

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