Viaggio nei problemi delle aziende del made in Carpi: la questione Cinesi

I Cinesi? Bene così e non si chieda perché

Non più per i loro prezzi competitivi, su cui fanno cartello: sono indispensabili per la velocità di consegna. Tutti sanno il motivo, ma nessuno vi insiste più di tanto. Anzi, si teme che vadano via

La maggior parte delle aziende tessili carpigiane vanta un prodotto made in Italy, requisito essenziale soprattutto per rendersi “appetibili” per una clientela estera ancora molto attratta dal fascino della moda italiana, sinonimo di eccellenza, saper fare e creatività. E’ un dato di fatto però che la filiera alla quale attingono queste imprese abbia consistenti segmenti di manodopodera cinese. Abbiamo quindi cercato di capire come si sia sviluppato questo fenomeno e come si stia evolvendo. Spesso per i clienti italiani il made in Italy non è un valore fondamentale, dal momento che sull’acquisto di un capo incide molto più prepotentemente il prezzo. Discorso completamente diverso invece per gli acquirenti stranieri, come ci ha confermato Giorgio Carretti, titolare di Sea. «Per tutti il made in Italy è percepito come segno di qualità e immagine. Il cliente sente la necessità di essere rassicurato, quando acquista un marchio non troppo conosciuto percepisce il made in Italy come una garanzia. Invece quando acquista un marchio famoso non ne sente più così fortemente la necessità, è il marchio stesso a rassicurarlo».

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