Dall’Emilia-Romagna una nuova strategia per la cura dell’infarto
Grazie al progetto di ricerca AIR-STEMI cui partecipano le Cardiologie di tutte le Ausl è possibile individuare quali arterie del cuore debbano essere veramente trattate, evitando interventi non necessari
Riuscire a comprendere quali arterie del cuore debbano essere veramente trattate dopo un infarto per evitare ricadute potenzialmente fatali, evitando interventi e stent non necessari su pazienti già provati. È l’obiettivo di AIR-STEMI (Functional Coronary Angiography to Indicate and Guide Revascularization in STEMI Patients with Multivessel Disease), uno studio clinico internazionale coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, con capofila l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara diretta dal professor Gabriele Guardigli. Oltre 1.800 le persone coinvolte, tutte già colpite da un infarto di tipo STEMI, ovvero quando una coronaria improvvisamente si chiude, mettendo a forte rischio di vita chi ne soffre. segue
Meno eventi clinici con la tecnologia Air-Stemi
Oggi, di fronte a una tale eventualità, il primo intervento consiste solitamente nel riaprire rapidamente l’arteria responsabile attraverso un’angioplastica (PCI), spesso con l’impianto di uno stent. Molti pazienti presentano però restringimenti anche in altre coronarie, ma se è ormai consolidato il fatto che curare anche le altre stenosi importanti può migliorare la prognosi, resta una questione decisiva: come stabilire quali restringimenti debbano essere realmente trattati?
Air-Stemi ha confrontato la strategia tradizionale - che tramite una coronarografia permette di vedere quanto un’arteria sia ristretta, senza permettere di capire quanto quel restringimento ostacoli realmente il passaggio del sangue - con una nuova visione, che aggiunge anche una valutazione funzionale del flusso sanguigno. In termini semplici, non si considera soltanto “quanto sia stretta” l’arteria, ma anche se quella stenosi riduca davvero il flusso di sangue al cuore.
Tre studi internazionali sulla cura dell'infarto
AIR-STEMI prosegue un percorso di ricerca della cardiologia emiliano-romagnola già riconosciuto a livello internazionale. Nel 2023 FIRE, dedicato alla rivascolarizzazione dei pazienti anziani con infarto e malattia multivasale, è stato presentato all’ESC e pubblicato sul NEJM. Nel 2025 PIpELINe, dedicato alla riabilitazione dopo l’infarto nei pazienti anziani fragili, ha seguito lo stesso percorso scientifico.
Con AIR-STEMI, nel 2026, la ricerca si concentra invece sulla fase acuta dell’infarto e sulla scelta delle arterie da trattare. Sono quindi tre studi sviluppati nell’ambito della ricerca cardiologica emiliano-romagnola dedicati a differenti momenti della cura del paziente colpito da infarto.