Emilia-Romagna: vaccinazioni, screening, promozione di corretti e sani stili di vita
La regione l'Emilia-Romagna centra oltre il 90 percento degli obiettivi ministeriali
Dalla copertura vaccinale all'educazione a una sana alimentazione, dalla diffusione degli screening oncologici alla promozione di corretti stili di vita. Nei cinque anni di attività del Piano regionale della Prevenzione 2021-2025, l'Emilia-Romagna ha raggiunto oltre il 90 percento degli obiettivi fissati dal ministero della Salute. Nelle prossime settimane sarà inoltre approvata in Giunta la nuova legge regionale sulla Prevenzione finalizzata a rendere la tutela della salute e la prevenzione una politica trasversale d’intervento regionale. «La prevenzione è uno degli investimenti più importanti che possiamo fare per il futuro della nostra comunità — sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi —. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una sanità pubblica che non si limita a curare le malattie, ma si impegna ogni giorno per evitarle, ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita delle persone». segue
Tra i risultati più significativi spicca il 96 percento di copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi. Le Aziende sanitarie che offrono programmi per la riduzione del danno alle persone con problemi di dipendenze sono l'80 percento. Sono stati effettuati quasi 700 mila test per lo screening dell'epatite C, attivati sei gruppi di lavoro tematici sul benessere urbano e sui rischi ambientali e climatici per la salute e realizzati 3 mila controlli su specifici prodotti chimici. Accanto ai risultati positivi, il monitoraggio restituisce anche un quadro che richiede attenzione. Tra queste, l'aumento di quasi cinque punti percentuali del binge drinking tra i ragazzi di 15 anni. Restano invece sostanzialmente stabili il sovrappeso e l'obesità negli adulti, che interessano circa il 42 percento della popolazione, e la sedentarietà tra gli anziani, ferma al 30 percento. Un risultato trasversale è rappresentato anche dal rafforzamento delle collaborazioni tra istituzioni e realtà del territorio. Il lavoro condiviso tra il mondo della salute e quelli della scuola, del lavoro, del sociale, dell'ambiente, dell'urbanistica, delle attività produttive, dell'agricoltura e dell'associazionismo ha permesso di costruire partnership solide e durature. Collaborazioni fruttuose rese possibili anche grazie all'impegno delle Aziende sanitarie, delle Case della Comunità e di tutto il Servizio sanitario regionale, protagonisti fondamentali della promozione della salute sul territorio.