Gli ospedali di Carpi e Mirandola complementari? Una farsa, per il civico Giorgio Siena. Una solida base di confronto per il centrosinistra dell'Area Nord

Dopo l'incontro tra Unione Area Nord, Direttore generale dell'Ausl Modena e l'assessore regionale Massimo Fabi sul coordinamento sanitario tra media e bassa pianura modenese

"Una farsa” viene definita in una nota da Giorgio Siena (Gruppo consiliare Mirandola 50mila) quella degli ospedali di Carpi e Mirandola "complementari”. La definizione gli è venuta, spiega, assistendo da esterno a un incontro dell'Unione Area Nord con il direttore generale dell'Azienda Usl, Mattia Altini, dirigenti territoriali della stessa Azienda e l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi impegnati a spiegare il piano di coordinamento sanitario tra Carpi e Mirandola. L'esponente civico critica duramente le scelte della politica locale e regionale (in particolare del Pd) riguardanti la riorganizzazione della rete ospedaliera. Se il modello sanitario dovrà essere una rete per prevenzione, riabilitazione e cure post ricovero stesa sul territorio, assegnando agli ospedali solo gli acuti, allora non si capisce, afferma Siena, come mai sia stata ignorata l'ipotesi di un unico ospedale baricentrico per la media e bassa pianura modenese, considerata l'irrecuperabilità del Ramazzini attuale. La scelta politica del Pd di una nuova struttura ospedaliera più prossima a Reggio e alla via Emilia che a Mirandola è penalizzante, sostiene Siena, per tutta l'area nord. Tanto più che i pazienti di Carpi preferiranno sempre andare a Modena, piuttosto che a Mirandola; che Carpi assorbirà la maggior parte dei servizi di bassa e media intensità e che il Santa Maria Bianca finirà così per perdere la sua funzione, trasformandosi in un poliambulatorio. I sindaci dell'Unione dell'Area Nord non c'erano, all'incontro, sottolinea Siena, e tutte le richieste di riportare Mirandola a pari livello con Carpi, vengono respinte perché ritenute irrealistiche. Conclusione dell'autore: le scelte attuali porteranno a una sanità futura meno efficiente e più costosa per il territorio.

Il giorno successivo è arrivata una nota del gruppo di centrosinistra dell'Unione Comuni Modenesi Area Nord che, collegandola invece a un Consiglio dell'Unione, valuta invece positivamente “...la proposta dell'Ausl di Modena e della Regione per la riorganizzazione sanitaria tra la Bassa Modenese e Carpi, ritenendola una solida base di confronto, ma richiedendo alcuni potenziamenti”. Quali? Li riassumiamo di seguito. In primo luogo il potenziamento delle specializzazioni in Orto-Geriatria, Riabilitazione, Telemedicina e Citologia, sviluppando Mirandola come polo di ricerca legato al distretto biomedicale. Si chiede poi un aumento delle risorse per un target di posti letto ancora più ambizioso allo scopo di garantire equità territoriale a un distretto distante 40 chilometri da Modena. La terza richiesta riguarda le infrastrutture e i servizi di base per risolvere le criticità del Pronto Soccorso, il potenziamento dei collegamenti viari tra la Bassa, Carpi e Modena e il mantenimento della rete dei centri prelievo e dei punti infermieristici. Da ultimi vengono i presidi sul territorio, con il completamento delle Case della Comunità a San Felice e Finale Emilia e il supporto per la realizzazione dell'Hospice a San Possidonio. (la foto di repertorio risale all'incontro del febbraio scorso di presentazione a Mirandola del protocollo d'intesa per il coordinamento sanitario con Carpi)