Il sindacato scende in campo dopo l'aggressione agli operatori del 118 a Carpi

Una nota della Cgil stigmatizza il fatto e sollecita provvedimenti

Il sindacato scende in campo dopo l'aggressione agli operatori del 118 a Carpi

"L’episodio accaduto l’altro giorno a Carpi che ha visto l’aggressione dell’equipaggio del 118 intervenuto per soccorrere un cittadino riporta alla ribalta un tema gravissimo e ben conosciuto: quello delle aggressioni al personale sanitario".

Lo afferma una secca nota della Cgil-Funzione Pubblica che prende posizione sul non facile rapporto fra cittadini ed operatori sanitari nellla complessa situazione attuale caratterizzata dal rapido diffondendersi della pandemia da Covid-19

"E’ ufficialmente finita l’era in cui i sanitari erano gli “eroi”, i nostri “angeli” - afferma la nota della Cgil -. Prima ancora della notizia dell’aggressione di Carpi per capire che qualcosa stava cambiando da questo punto di vista era sufficiente leggere i commenti sui social in merito alla notizia dei contagi degli operatori della Neonatologia del Policlinico di Modena: una caccia agli “untori” condita da una lunga sequenza di insulti!",

"Se non vogliamo ritornare ai vecchi tempi, cioè a quando ogni giorno in tutta Italia venivano denunciati decine di casi di aggressione nei confronti dei dipendenti pubblici: è necessario dare qualche segnale chiaro – afferma Alessandro De Nicola, responsabile Sanità della Fp Cgil di Modena –; la solidarietà agli operatori è dovuta ma non più sufficiente. Bisogna denunciare anche la presenza nel dibattito pubblico di un linguaggio che viene adoperato nei confronti del lavoratore pubblico che non va bene! E’ da settimane che va avanti una campagna grossolana e offensiva volta a descrivere i lavoratori del pubblico come interessati solo al proprio buono pasto e al congedo. Si è creato un contesto favorevole che vede nel lavoratore pubblico non un professionista che assicura servizi indispensabili per la propria comunità, ma un bersaglio da colpire".

 

 

Secondo il sindacato non si può eludere, a questo punto, la discussione sui contratti e le risorse destinate ai lavoratori della sanità

"Per questi rischi - afferma la Cgil - i lavoratori ricevono compensi ridicoli con indennità ferme a valori economici risalenti al 1999 E’ anche questa la ragione per la quale le sigle sindacali confederali, tra cui la Fp Cgil, hanno proclamato nei servizi pubblici lo stato di agitazione a livello nazionale. Le risorse e le misure previste dal Ministro della Pubblica Amministrazione sono insufficienti. Il Ministro lo vada a dire a questi lavoratori che l’autista soccorritore non ha nemmeno diritto all’indennità giornaliera di “terapia intensiva”, lo dica all’infermiere che la sua indennità è di 4,13 euro al giorno e che rimarrà bloccata chissà ancora per quanto”.

1353 visualizzazioni