Pulitanò (Fd'I) all'attacco del piano sanitario di Mezzetti e la collega di partito Arletti teme per il nuovo ospedale di Carpi
Il consigliere denuncia il ''cortocircuito istituzionale'' tra Regione e Comune di Modena; per Arletti il Policlinico può essere sacrificato
«Da settimane assistiamo a un festival delle contraddizioni tra il Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti (nella sua veste di Presidente della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria), e i vertici regionali» tuona il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Ferdinando Pulitanò a proposito del dibattito apertosi a Modena sulla questione Policlinico-Baggiovara, trattata nel corso di un question time nell'Assemblea della Regione. E argomenta: «Da un lato abbiamo il sindaco Mezzetti che va sui giornali ad annunciare in grande stile la costruzione di un nuovo ospedale a Baggiovara da 550 milioni di euro, arrivando ad affermare con spavalderia che la Regione avrebbe "già pronte" le risorse necessarie. Dall’altro lato arriva la fredda doccia della Regione: sia le dichiarazioni del presidente Michele de Pascale, sia la risposta formale resa in aula dalla sottosegretaria Manuela Rontini, mettono a nudo la realtà, parlando di "semplice fase iniziale di riflessione", di "nessun progetto definitivo" e di fondi tutt'altro che stanziati o preordinati». In quella che il consigliere definisce “una grotta di opacità”, ci stanno a suo parere anche la mancata consultazione dei sindacati dei medici nonché il silenzio dell'Università. E ricorda come nelle linee strategiche decise nel febbraio scorso dalla Conferenza territoriale socio-sanitaria ci fosse l'impegno a non chiudere nessun ospedale, mentre a essere messo in discussione nel piano di Mezzetti di raddoppio di Baggiovara ora risulta il Policlinico, a rischio di svuotamento e ridimensionamento. segue
Fin qui niente di nuovo. Ma è nelle parole di Annalisa Arletti, collega di partito di Pulitanò, che salta fuori il futuro ospedale di Carpi, che a suo dire rischia di saltare per il mega finanziamento indirizzato a Baggiovara, assorbendo “gran parte delle future risorse straordinarie per l'edilizia sanitaria, creando forti squilibri”, si legge nella nota che riassume il pensiero di Arletti. Che poi continua: «Nel frattempo abbiamo territori che aspettano da anni risposte concrete, a partire da Carpi, dove il nuovo ospedale deve ancora essere realizzato. In una provincia che conta già sette ospedali e che con Carpi arriverà a otto, con ben quattro strutture concentrate in un raggio di venti chilometri è inevitabile il sacrificio di qualche presidio esistente, a partire proprio dal Policlinico». Dunque, secondo Pulitanò il Policlinico, "punto nodale e drammatico”, stando al piano di Mezzetti verrebbe ridotto a presidio di prossimità per la bassa e media urgenza, trasformando buona parte dell'attuale complesso in residenza. Per Arletti il destino dell'ospedale universitario appare invece scontato, anzi, perfino auspicabile, visto che in caso contrario, tra Modena e l'area nord ci sarebbero ben quattro ospedali nel raggio di venti chilometri. Parlano a buon diritto di "cortocircuito istituzionale” tra Comune di Modena e Regione, i due consiglieri meloniani: un cortocircuito che deve averli comunque contagiati, se è vero che non si capisce quale debba essere la sorte del Policlinico per Fd'I, mentre Arletti propende decisamente per il suo “sacrificio”.