Orientamento scolastico: quale sarà il lavoro del futuro?

Orientamento scolastico: quale sarà il lavoro del futuro?

E' bene sviluppare le soft skills sempre più richieste nel mondo del lavoro

Quale lavoro vorresti che facesse tuo figlio? Basterebbe questa domanda a spiegare il problema dell’orientamento scolastico. È stata posta martedì scorso all’incontro sui trend occupazionali della provincia di Modena, promosso dalla Rete provinciale per l’orientamento scolastico in collaborazione con Ifoa, ente di formazione e la Camera di Commercio, e i risultati hanno fatto riflettere: tra impiegato, operaio, imprenditore e libero professionista, nessuno ha scelto la seconda opzione. Eppure di operai o addetti tecnici, come si preferisce chiamarli oggi, ne servono tanti, tantissimi: con la crescita del settore meccanico, elettrotecnico ed informatico, la domanda di operai specializzati sta crescendo notevolmente tanto che diverse aziende del territorio si trovano a “prenotare” gli studenti già in Terza o Quarta superiore. Richiestissimi sono anche camerieri, cuochi e addetti alla ristorazione, ma anche corrieri, camionisti e addetti alla logistica, dato l’aumento del commercio online. Parlando di tasso di occupazione, l’Emilia Romagna è tra le regioni più virtuose e la Provincia di Modena nel 2017 ha sfiorato il 70 per cento, leggermente sopra la media. 

È necessario quindi ribaltare gli storici luoghi comuni secondo i quali fare ragioneria (che peraltro non esiste più, almeno non nella formula classica) garantisca un futuro e cominciare a guardarsi intorno, ascoltando le passioni e le inclinazioni dei ragazzi. «Si dice spesso che i bambini di oggi andranno a svolgere un lavoro che ancora non esiste – ha esordito Daniele Vezzani, insegnante e formatore –. Una volta 5 anni non erano nulla, non sarebbe cambiato gran che in questo arco di tempo, oggi sono un’eternità. Non so dirvi quindi cosa conviene fare, quali saranno le figure professionali più richieste quando i vostri figli si diplomeranno, ma posso dirvi quali sono quelle di oggi e da qui potrete fare le vostre valutazioni».

 

Più che le conoscenze specifiche però, ciò che è certo, è che serviranno sempre più competenze trasversali o soft skills come la flessibilità (oraria e di ruolo), la resilienza, la capacità di lavorare in team e la propensione all’apprendimento. «Gli aspetti tecnici si possono sempre imparare, ma queste abilità no – ha spiegato Francesca Lavorini, psicologa e collaboratrice di Ifoa –. Parliamo sempre più spesso di Life Long Learning, cioè di apprendimento che dura tutta la vita. È improbabile che i vostri figli lavorino sempre nella stessa azienda ed è improbabile che svolgano sempre lo stesso lavoro. Per questo è importante che siano predisposti ad adeguarsi al cambiamento, che abbiano voglia di mettersi in gioco e non smettano mai di imparare. Senza contare che con una tecnologia che avanza così velocemente, certamente non svolgeranno il loro lavoro allo stesso modo».

Fondamentale quindi, al di là della scelta in sé, è «…vivere la scuola: partecipare a progetti, aderire ai bandi, diventare protagonisti attivi – ha aggiunto Vezzani –. È in questo modo che si apprendono le competenze trasversali. E non abbiate paura di sbagliare, non forzateli a intraprendere una strada che a loro non piace solo perché adesso è richiesta. Nel corso della loro vita le cose possono cambiare profondamente e le scelte di oggi non devono per forza condizionare il loro domani».

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