Preiscrizioni stabili, ma il futuro è un'incognita

Tra qualche anno si farà sentire anche qui l'effetto del crollo delle nascite

Preiscrizioni stabili, ma il futuro è un'incognita

Il 31 gennaio si sono concluse le preiscrizioni agli istituti superiori e la tendenza a livello generale a Carpi, rispecchia quella nazionale: tra i più frequentati i licei, seguiti dagli istituti tecnici quindi dai professionali. Rispetto a dieci anni fa, tuttavia, i numeri sono aumentati complessivamente del 21 per cento per effetto dell’aumento della popolazione scolastica. Anche se la classifica riflette quella nazionale, è doveroso tuttavia prendere in considerazione caso per caso, anche perché tutti e quattro gli istituti carpigiani hanno subito un lievissimo calo nelle preiscrizioni. Al Vallauri il loro numero conferma quello dell’anno scolastico passato: circa 160 (157 nel 2019) per quattro indirizzi. Un dato di tutto rispetto, in linea con quello dell’Emilia Romagna, una delle regioni con la più alta percentuale di iscritti alle scuole professionali in un panorama italiano dove, invece, questo tipo di scuola fa fatica a emergere. 

«Siamo soddisfatti di questi numeri, che confermano un trend costante nel tempo – afferma il nuovo dirigente scolastico, Vincenzo Caldarella –. Credo che l’utenza riconosca la nostra offerta formativa, in grado di garantire un buon piano scuola-lavoro e stage in azienda. Non è poi da sottovalutare l’interazione tra Ip (Istituti Professionali) e Ifp (Istituti di Formazione Professionale): la scuola offre infatti non solo il diploma al termine dei 5 anni, ma consente anche di ottenere, al termine del terzo, la qualifica di operatore (dell’abbigliamento, di impianti elettrici e solari fotovoltaici, meccanico, dei sistemi elettrico-elettronici). Un percorso formativo valido per favorire un’entrata quasi immediata nel mondo del lavoro». L’istituto Meucci conta un totale di 199 iscrizioni su quattro indirizzi (208 il dato 2019). «Possiamo ritenerla una situazione stabile, che ci consentirà di mantenere quella classe in più che avevamo aggiunto l’anno scorso, per un totale di 10 – spiega il preside Luigi Vaccari –. A fronte di un lieve calo dell’indirizzo Turismo è in aumento il Commerciale Web Community ». Sono circa 220 le domande pervenute all’Itis Leonardo da Vinci (256 nel 2019), un numero al limite della capienza di cui il dirigente Marcello Miselli si dice oltremodo soddisfatto. «Dovremmo riuscire ad accettare tutti, quindi manterremo 10 classi prime – commenta –. Il nostro punto di forza? Gli studenti vengono contattati dal mondo del lavoro già prima del termine degli studi. Per quanto riguarda gli spazi, anche se in questo momento siamo autonomi, è da dire che nel prossimo futuro potremo beneficiare della palazzina che verrà costruita dietro il liceo Fanti: noi dovremmo occupare il primo piano, il liceo il piano terra». La nuova struttura, resa possibile da un investimento della Regione per oltre due milioni di euro, è in fase di progettazione, ma ciò non diminuisce la capacità del liceo Manfredo Fanti di accogliere le preferenze dimostrate nei suoi confronti dagli studenti delle medie inferiori. 

«Abbiamo registrato 380 preiscrizioni, siamo molto soddisfatti – afferma la preside Alda Barbi –. Prendiamo i dati con cautela, tuttavia: ancora non sappiamo quanti ragazzi saremo in grado di accogliere. Ad oggi contiamo 73 classi per circa 1.800 studenti: penso che confermeremo il dato». E’ interessante, da ultimo, riflettere su alcuni dati di fatto piuttosto evidenti. Innanzitutto, la forte attrattività delle scuole superiori della provincia di Modena, dunque anche di Carpi. Qui accorre un gran numero di ragazzi che spesso preferisce il sistema scolastico carpigiano persino a quello di Modena. Il motivo, secondo gli addetti ai lavori, risiede nella posizione baricentrica della città rispetto a territori limitrofi del reggiano, del ferrarese, dell’Oltrepo mantovano oltre che, naturalmente, della bassa modenese. In secondo luogo, si constata dalle statistiche come il trend nel grafico delle iscrizioni sia ancora in salita per tutti, così come lo sarà ancora per 5-6 anni, ma è prevedibile un’inversione di tendenza per effetto del calo demografico cui si assiste da anni e che è ben visibile nelle classi delle scuole di ordine inferiore. La prospettiva futura è certa: meno nascite, meno studenti di scuola superiore. Un grafico negativo destinato a palesarsi tra poco meno di una decina d’anni e con cui si dovranno fare i conti, allora sì, ma in tutt’altri termini.

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