Amici e frequentazioni per uscire dalla famiglia che protegge ma isola

Il progetto “Avvicinabili: quasi amici”

Amici e frequentazioni per uscire dalla famiglia che protegge ma isola

Carpi –  Per i ragazzi con disabilità (anche se media o lieve) relazionarsi con i coetanei può essere molto difficile. Spesso è più facile e “sicuro” rimanere con i genitori, precludendosi così la possibilità di avere dei veri amici.

Lo sanno bene i membri delle associazioni Il Tesoro nascosto, Progetto per la vita e Fondazione dopo di noi, che si sono fatti promotori dell’iniziativa “Avvicinabili: quasi amici”, un’occasione di incontro per ragazzi con disabilità lieve, tra i 14 e i 19 anni di età, con i coetanei normodotati. 

Nel progetto, partito a inizio anno, sono coinvolti anche il reparto di Neuropsichiatria dell’Ausl e i Servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine, che hanno individuato e informato le famiglie di questa opportunità: su un’ottantina di famiglie invitate, 19 hanno aderito con entusiasmo. Le ragazze normodotate sono state invece selezionate tra i gruppi Scout di Carpi e Soliera, che hanno seguito anche un corso di formazione curato dall’Università di Modena e Reggio Emilia (Dipartimento Scienze dell’Educazione) a titolo gratuito. L’idea è di far conoscere i ragazzi e di far sviluppare un’amicizia, nel modo più naturale possibile, senza imporre limiti o condizioni. Alle coppie infatti (combinate dagli organizzatori in base alle affinità caratteriali) viene lasciata piena libertà: i ragazzi possono uscire, parlare, organizzare feste e tutto ciò che più hanno voglia di fare.

L’amico diventa quindi il primo passo per l’autonomia di questi giovani disabili, che vivono un vuoto in termini di inclusione sociale, ma anche un’occasione di scambio reciproco e di abbattimento delle barriere culturali e dei pregiudizi: «I nostri ragazzi hanno bisogno di “sbattere la faccia” contro la realtà, di incontrare situazioni che normalmente percepiscono come lontane – commenta Maria Chiara Sabattini, referente degli Scout di Carpi –: solo così diventeranno più consapevoli della loro realtà. E’ solo l’inizio di tante nuove avventure». Il progetto ha già raccolto diversi consensi e diverse famiglie ne fanno ora richiesta: «E’ un progetto che ha enormi potenzialità – spiega Nelson Bova, presidente del Tesoro Nascosto –. Presto stileremo una convenzione con l’Università, affinché gli studenti di Scienze della Formazione possano svolgere il loro tirocinio con noi e abbiamo coinvolto anche l’Istituto Comprensivo Carpi 2 per i ragazzi più piccoli, intorno ai 12-13 anni con uno studente universitario come coordinatore delle attività».

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