Genitori in gioco: il 5 novembre a Carpi la presentazione dei dati della nuova indagine sul rapporto tra famiglie, digitale e azzardo
Quanto riescono realmente i genitori a governare l’uso di smartphone, videogiochi e social da parte dei figli? Quali regole stabiliscono e quanto vengono rispettate? E, soprattutto, quanto sono consapevoli dei rischi legati al gioco d’azzardo, alle scommesse e alle nuove forme di gioco e investimento online? Sono alcune delle domande al centro di ‘Genitori in gioco. Gaming, controllo e responsabilità educativa’, l’incontro pubblico promosso a Carpi, nell’ambito del progetto ‘Un Argine all’Azzardo’, in programma giovedì 5 novembre alle ore 20.30. Il questionario, somministrato tra maggio e dicembre 2025, ha coinvolto genitori di studenti tra gli 11 e i 18 anni frequentanti scuole dei Comuni delle Terre d’Argine. I primi dati anticipati dal report raccontano una distanza significativa tra le regole che i genitori ritengono necessarie e la loro effettiva applicazione nella vita familiare. L’87 per cento è d’accordo sul divieto di usare il cellulare a tavola, ma la regola risulta rispettata solo nel 56 per cento dei casi. Sempre l’87 per cento ritiene che i videogiochi debbano essere utilizzati per un tempo limitato, ma solo il 44 per cento dichiara che questa indicazione viene effettivamente rispettata. Ancora più evidente il divario sul controllo della navigazione: il 75 per cento dei genitori è favorevole all’utilizzo di sistemi di parental control, ma soltanto il 41 per cento dichiara che questa regola viene applicata in famiglia. segue
Lo smartphone, del resto, è ormai una presenza quasi universale: lo utilizza il 98 per cento dei figli degli intervistati e l’età media alla quale ragazzi e ragazze dispongono di un cellulare personale è di 12 anni e 3 mesi. Le restrizioni imposte dai genitori tendono inoltre a diminuire con l’aumentare dell’età. Interessante anche il confronto con il comportamento degli adulti: il 58 per cento dei genitori considera le nuove tecnologie una risorsa preziosa ma troppo invasiva e auspica limiti al loro utilizzo. Il 46 per cento dichiara di utilizzare intensamente i dispositivi elettronici, pur riuscendo a rinunciarvi in determinati momenti, mentre il 6% ammette un utilizzo improprio o compulsivo, anche in situazioni nelle quali sarebbe opportuno farne a meno. Sul fronte dell’azzardo emerge un atteggiamento molto critico: il 94 per cento dei genitori ritiene troppo permissive le norme attuali, e il 58 per cento vorrebbe vietare l’azzardo in tutte le sue forme, mentre un ulteriore 36 per cento chiede limiti molto più rigorosi di quelli esistenti. Ma anche in questo caso il report mette in luce alcune contraddizioni. segue
Le forme più tradizionali e socialmente normalizzate dell’azzardo sembrano essere percepite come meno pericolose: il 35 per cento dei genitori dichiara di avere acquistato almeno qualche volta un Gratta e Vinci in presenza del figlio, e il 9 per cento di avere regalato a figli o loro coetanei biglietti da grattare. Altro elemento significativo riguarda i rischi percepiti nell’ambiente digitale. Se il 75 per cento teme che i figli possano entrare in contatto online con persone poco raccomandabili e il 72 per cento teme dipendenza dai dispositivi, distrazione dallo studio o esposizione a contenuti inadeguati, solo il 25 per cento indica tra le proprie preoccupazioni l’esposizione a proposte di attività che prevedono vincite in denaro. La ricerca segnala infine un terreno ancora poco riconosciuto dalle famiglie: trading online e criptovalute. Un genitore su quattro considera queste attività un investimento nel quale, con un’adeguata preparazione, sarebbe possibile ricavare molti soldi; la percentuale sale al 38 per cento tra i padri. Dati che compongono un quadro articolato: una diffusa consapevolezza dei rischi, accompagnata però dalla difficoltà di trasformarla in regole quotidiane coerenti e dalla persistenza di aree nelle quali la percezione del pericolo appare ancora ridotta. A discuterne il 5 novembre saranno Pamela Bussetti e Sandro Dima di Federconsumatori Modena, Enea Mammi del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII e Giulio Martinelli, psicologo psicoterapeuta dello Spazio Giovani del Consultorio di Carpi. A moderare l’incontro, la psicologa Nadia Bonamici, del CSV Terre Estensi. L’incontro (che si terrà presso il presso Terminal - Terre d’Argine Innovation Lab, in piazzale Salvador Allende 5) è gratuito e aperto al pubblico, previa iscrizione attraverso il modulo indicato nei materiali dell’iniziativa. Per informazioni: info@unargineallazzardo.it. ‘Un Argine all’azzardo’ è promosso da Unione delle Terre d’Argine insieme ad Azienda USL di Modena e Federconsumatori, CSV Terre Estensi, Dedalo, CEIS e Centro Papa Giovanni XXIII, e opera attraverso interventi nelle scuole, formazione degli operatori, sportelli di consulenza e iniziative pubbliche di sensibilizzazione.