I suggerimenti di Federconsumatori Modena per salvaguardare la bolletta ed evitare costi eccessivi

Mercato tutelato dell'energia elettrica: tra pochi giorni finisce il regime, che fare?

Tra pochi giorni termina il regime di maggior tutela dell'energia elettrica e, in carenza di informazioni da parte di chi di dovere, Federconsumatori Modena, che rileva un sostanziale differenziale di costi tra mercato tutelato e mercato libero a Modena e provincia, ha diffuso una sua nota con una sorta di vademecum per il consumatore che si trova in difficoltà a decidere il da farsi. "Manca poco al primo luglio - precisa la nota di Federconsumatori Modena -, quando cesserà il mercato di maggior tutela dell’energia elettrica. Il Governo aveva annunciato mesi e mesi di campagna informativa, ma nulla si è visto; in questo contesto la confusione regna sovrana. Un indicatore sono le tante richieste di chiarimenti che i consumatori della provincia di Modena sottopongono ai nostri sportelli. Inoltre, dai dialoghi con gli utenti, emerge nel modenese una diffusa condizione di costi sostenuti nel mercato libero luce, anche tripli rispetto a quelli del tutelato, in particolare riferibili a chi ha sottoscritto contratti a prezzo fisso negli anni scorsi".

Ma sapere quanto si spende, al di là del costo finale in bolletta, non è semplice, sostiene Federconsumatori. Come controllare in bolletta il costo unitario, sostenuto nel mercato libero? "Un errore molto diffuso - chiarisce l'associazione - è quello di dividere il costo sostenuto per il consumo. Ma nella bolletta sono presenti molti altri costi, diversi per gestore e contratto, non relativi al costo della materia prima. Oggi il mercato di tutela fattura 0,07 Euro al Kilowattora (kWh) mentre il prezzo di mercato, al 20 giugno, del PUN (Prezzo Unico Nazionale) è di Euro 0,11 al kWh. Incredibilmente non è obbligatorio indicare in bolletta un elemento di questa rilevanza. Solo un gestore, Hera, riporta in bolletta il costo unitario del kWh. Per gli altri fornitori bisogna telefonare al numero verde chiedendo il dettaglio della bolletta. Il fornitore non può opporsi, e se lo fa può essere sanzionato".

Cosa fare in caso di costo eccessivo nel mercato libero? "Sono tre le cose possibili - suggerisce Federconusmatori -: si può rinegoziare il costo con il proprio fornitore, se lo stesso è disponibile. Va ricordato che i contratti a prezzo fisso devono essere accompagnati da una attenzione maggiore, da parte del cliente, rispetto al variabile. E’ necessario seguire l’evoluzione del mercato, per non pagare più del dovuto. -Si può cambiare fornitore, ricercando i prezzi migliori. Un cambio di fornitore non cambia letteralmente nulla rispetto alla qualità della fornitura ed alla gestione tecnica, che resta in capo al Distributore, che a Modena è per tutti Inrete Distribuzione Spa. -Si può rientrare nel Mercato Tutelato. A parere di molti, trai quali Arera, è la modalità in questo momento più conveniente per gli utenti. Va però esercitata entro fine giugno, e consente di “scivolare”, dal 1° luglio, nel Servizio a Tutele Graduali, con costi fissi più contenuti di quelli a mercato libero. Anche qui il fornitore non può ostacolare il rientro nel mercato tutelato, fosse anche per un giorno soltanto. E chi è nel mercato tutelato? Non deve fare nulla, dal 1° luglio entrerà per tre anni nel Servizio a tutele graduali, ad eccezione degli utenti vulnerabili, che rimarranno serviti con le condizioni della tutela. Ma attenzione! Tantissime persone pensano di essere nel mercato tutelato, ma in realtà sono nel mercato libero. Tra queste persone, spesso anziane, si concentrano i casi di costi eccessivi, sia nella Luce che nel Gas. Infine i consumatori debbono ricordare sempre quella che dovrebbe essere una banalità: i fornitori fanno il proprio interesse, godendo di modalità volutamente complicate, e non hanno l’obbligo di indicare costi eccessivi. Anzi, dai costi eccessivi traggono quegli enormi utili che in questi anni sono stati ben visibili nei loro bilanci. Alzare l’attenzione è quindi indispensabile".