Bernardi sul mercato del Carpi: ''Obbligati a cambiare strategie in corso, convinto che ne usciamo rinforzati''
Il ds biancorosso sulla conclusione del mercato invernale
Concluse le trattative, tocca al ds Marco Bernardi fare il punto sul calciomercato invernale in casa Carpi.
«A dicembre avevo detto 'faremo poco o niente', in realtà si è dovuto cambiare in corsa la strategia e gli obiettivi: Gerbi e Pitti hanno 30-40 giorni di stop e da qui all'8 marzo giochiamo sette partite. Quindi più del 50 per cento del campionato rimanente saranno fuori, e rientreranno per le ultime sei partite probabilmente. Quindi era necessario mettere qualcosa davanti e qualcosa dietro per sopperire a queste assenze. Quella di Amayah dovrebbe essere un po' più corta come assenza, si spera qualche settimana in meno».
Il bilancio generale è di quattro entrate e cinque uscite.
«Ne usciamo rinforzati secondo me, perché abbiamo preso giocatori forti, che possono essere utili perché abbiamo rinforzato ancora di più il reparto offensivo dove ultimamente stavamo facendo fatica e comunque sono entrati Puletto, Gaddini e Giani per Cortesi e Forte. Quindi il bilancio è sicuramente positivo».
I movimenti principali hanno riguardato la trequarti, dove alle cessioni di Cortesi e Forte, oltre a quella di Arcopinto, hanno fatto fronte gli arrivi di Puletto, Giani e nell’ultimo giorno Gaddini.
«Siamo riusciti a fare quello che volevamo: l’idea era di provare a far uscire Forte per inserire ancora un giocatore offensivo. E con Gaddini siamo riusciti a inserire un giocatore che ci può dare caratteristiche diverse rispetto a quelli che abbiamo, perché Puletto è un giocatore più di tecnica, di qualità, di rifinitura; Gaddini invece ha più strappo, calcio da fuori, un giocatore che gioca più rapido, più esterno, con caratteristiche diverse rispetto a Giani invece che ha grande forza. Gaddini lo seguo da tempo, dai tempi di Borgosesia quando era in Serie D, poi ha fatto molto bene ad Arezzo quando hanno vinto la Serie D e l'anno scorso ha fatto con loro la prima parte di stagione, poi a Pontedera. E’ un giocatore che calcia molto in porta, ha un grande calcio, è molto veloce, quindi ci può dare soluzioni diverse anche a partita in corso o anche dall'inizio: è un giocatore più di gamba, di ripartenza, di rapidità, che gli piace partire un po' più esterno rispetto a Puletto, ad esempio. L’uscita di Arcopinto invece è legata alla necessità di liberare un posto in lista per Benvenuto».
Insieme a Giani e Puletto, oltre a Casarini, Gaddini completa una trequarti ricca di alternative.
«Credo che abbiamo un pacchetto offensivo molto fornito. L’importante era avere caratteristiche diverse per non essere monotematici e quindi quell'imprevedibilità che forse un po' ci era mancata in questa prima parte di stagione.
Manca all’appello un centravanti di ruolo in più?
«E’ una idea che ci stava ma all’ultimo è saltato un incastro finale perché c’erano troppe squadre coinvolte. La prima punta di ruolo oggi è Sall perché Gerbi è fuori, però la può fare all'occorrenza Stanzani come la può fare all'occorrenza Giani».
Benvenuto invece che tipo di giocatore è?
«E’ un ragazzo cresciuto nello Spezia, la scorsa stagione è stato in pianta stabile in prima squadra con D'Angelo, è andato sempre in panchina in Serie B e ha esordito in B a Mantova. Quest'anno l'hanno mandato fuori per fare esperienza alla Pergolettese e ha avuto 9-10 presenze, poi hannno cambiato modulo. E’ un giocatore che ha grande forza, un'ottima struttura fisica, è anche veloce per la struttura che ha, un giocatore molto aggressivo, quindi ideale per giocare uomo contro uomo. È un giocatore che ci può dare una mano: per sopperire l'assenza di Pitti volevamo inserire un giovane dietro anche in ottica minutaggio minutaggio under. Non volevamo rimanere con solo quattro centrali di ruolo, anche perché ormai Verza l'abbiamo più orientato come come quinto».
La partita con la Samb ha mostrato un Carpi in crescita ma la classifica è peggiorata e in vista ci sono Ravenna ed Arezzo.
«Non solo domenica, ma anche con la Ternana c’è stato un passo in avanti a livello di prestazione, di atteggiamento e di applicazione. Purtroppo non è stato premiato da un risultato positivo perché secondo me il pareggio con la Ternana ci poteva stare. Domenica abbiamo fatto una buona gara, credo che ai punti avremmo meritato di vincere, non siamo riusciti a vincerla e all'ultimo abbiamo rischiato di perderla: quando non si può vincere, i vecchi saggi dicono che non bisogna perderla. Quindi è stato un punto secondo me positivo perché rimaniamo a +4 sulla Sambenedettese e abbiamo guadagnato un punto sul Pontedera. Il trend in questo momento viene visto come negativo, io però devo sempre guardare come obiettivo la salvezza e quindi siamo ampiamente sopra il margine di galleggiamento. Si è ridotto il gap, ma dopo otto partite senza vittorie abbiamo ancora quattro punti di vantaggio. Quindi credo che se adesso diamo continuità a una prestazione come quella di domenica arriveranno i punti. Abbiamo subito due partite molto difficili (Ravenna ed Arezzo, ndr), ma oggi il Carpi deve provare ad andare a fare punti su tutti i campi. Mancano tredici partite e sono tredici partite in cui fare più punti possibile. Deve essere il punto di partenza per mantenere questo vantaggio per mantenere la categoria».