Carpi, c'è il caso Cortesi. Intanto Puletto si presenta
Il capitano non si allena e chiede la cessione, l'ex Spal torna biancorosso: ''Grazie alla società per aver creduto in me una seconda volta''
Mentre in casa Carpi deflagra il caso Cortesi (il capitano non si sta allenando ufficialmente per un’influenza e sta forzando la situazione per essere ceduto all’Arezzo, ma la società non lo lascerà andare senza la giusta valorizzazione economica, mentre radiomercato rimbalza il nome del centrocampista aretino Marco Meli come possibile contropartita tecnica), arrivano le prime parole da neobiancorosso per Filippo Puletto. Il centrocampista classe 2004 è tornato a vestire la maglia del Carpi, questa volta a titolo definitivo, dopo il prestito dalla Spal della scorsa stagione e sei mesi avari di soddisfazioni alla Pianese.
Filippo, sei tornato a Carpi dopo aver lasciato un ottimo ricordo la scorsa stagione. Com'è nata questa trattativa? Era qualcosa di programmato o è nata con la partita tra Carpi e Pianese di domenica scorsa?
«La trattativa è iniziata in realtà già nella settimana precedente alla partita di domenica. È durata qualche giorno e, sebbene non si fosse conclusa entro il weekend, ero già pronto: dopo la gara ho liberato casa a Piancastagnaio sperando che l'accordo si chiudesse definitivamente tra lunedì e martedì, come poi è avvenuto».
Rispetto allo scorso anno, arrivi con un trasferimento a titolo definitivo. Cosa cambia per te?
«Devo ringraziare la società per aver creduto in me una seconda volta, dandomi una fiducia ancora maggiore. Non essere qui in prestito ma con un investimento diretto su di me è un segnale importante che mi rende molto felice e orgoglioso della scelta fatta».
Cosa non ha funzionato in Toscana? Ti aspettavi un minutaggio diverso?
«Con la squadra e i compagni mi sono trovato benissimo, ma probabilmente le mie caratteristiche tecniche non si sposavano appieno con l'idea di gioco del mister o della squadra in quel contesto. Mi aspettavo forse di giocare di più, avendo fatto solo due partite da titolare, ma porto con me comunque un ricordo positivo di quei mesi».
L’anno scorso giocavi spesso come mezzala o trequartista nel 4-3-1-2, ora la squadra usa un modulo con un centrocampista in meno e due trequartisti. Come pensi di inserirti?
«Ho già parlato con il mister e l'idea è quella di impiegarmi proprio tra i due trequartisti, sotto la punta. Ovviamente sono a completa disposizione: ovunque il mister riterrà opportuno schierarmi, cercherò di dare il massimo per la squadra».
Che impressione ti ha fatto la squadra dall'esterno?
«È un gruppo forte e pronto per questa categoria. In Serie C non tutti cercano di esprimere un bel calcio, mentre il Carpi ha questo obiettivo e la cosa mi piace molto perché si sposa con le mie caratteristiche di giocatore».
La classifica è molto corta, con dieci squadre in pochi punti. Qual è il vero obiettivo del Carpi?
«Sicuramente l’obiettivo primario rimane la salvezza. Una volta raggiunta quella, tutto ciò che verrà in più sarà guadagnato e meritato. Lotteremo partita dopo partita e poi vedremo dove saremo a fine campionato».
Sei pronto a scendere in campo già per la prossima sfida contro il Campobasso?
«Assolutamente sì, sono prontissimo. Se il mister deciderà di schierarmi, darò tutto. Non vedo l’ora di ricominciare a giocare in questo stadio».