Calcio

Casarini orgoglioso delle sue 500 presenze tra i pro: ''Ma guardo avanti, ai traguardi del Carpi''

Federico Casarini è il faro in campo e fuori del Carpi. Il centrocampista carpigiano doc ha tagliato col Lumezzane il clamoroso traguardo delle 500 presenze fra i professionisti, dalla Serie A alla C.

«E’ una bellissima soddisfazione, devo essere sincero. Generalmente non non festeggio traguardi o gol, non sono di quelli che si soffermano su quei bei momenti, però l'altro giorno fermandomi un secondo ho capito veramente che è passato tanto tempo dalla prima presenza ed è un motivo d'orgoglio perché vuol dire che tutti questi anni qua passati a tirare calci al pallone l'ho fatto con tanta passione, con tanta voglia, con anche tanto divertimento, e questo ha fatto sì che abbia avuto la fortuna e la bravura di giocare tanto. Adesso è motivo d'orgoglio non fermarmi e andare avanti, e quindi non ho un traguardo di presenze. Adesso i traguardi sono altri, sono di livello collettivo, di squadra, del Carpi, come è successo col Lumezzane che siamo riusciti finalmente a ritrovare una vittoria dopo tanto tempo, e questo per me è la cosa fondamentale. Quindi sono contento per me, ma sono molto più contento per quello che abbiamo ottenuto col Lumezzane e spero di dar continuità ancora contro l'Alcione.

 

Qual è la top 3 di queste tue 500 gare tra i pro?

«La prima è l’esordio in Serie A in Catania-Bologna l'anno con Mihajlović. Poi metto il primo gol in Serie A, a Firenze, ed è stato l'unico. La terza: ci sono stati tantissimi bei momenti, ho avuto la fortuna di fare una promozione ai playoff col Bologna, una promozione ad Alessandria, il gol salvezza qua a Carpi, e quindi ne dovrei citare di più, molte di più. Per cui la terza la dirò quando smetterò, magari sarà quella decisiva».

 

Con il Lumezzane avete ritrovato il successo dopo un primo tempo che sembrava sulla falsa riga di quello di Crema e invece qualcosa è scattato.

«È stato un primo tempo che sembrava molto simile ad altri primi tempi e ad altre partite. Purtroppo siamo figli di momenti di totale assenza, in un secondo possiamo far cambiare la partita in maniera negativa e anche in maniera positiva. Purtroppo adesso è un momento dove pende più verso il negativo. E prendere quel tipo di gol è stato un bel colpo che abbiamo subito. Dopo abbiamo subito altre due o tre occasioni dove è stato bravo Scacco a tenerci in piedi, poi a fine primo tempo ci siamo guardati in faccia, abbiamo detto che non volevamo ripetere le altre partite, che dovevamo dare una scossa. Siamo stati bravi a trovare subito il pareggio con Figoli e poi da lì abbiamo pestato sull'acceleratore per portare a casa la vittoria. In casa i tifosi ci hanno dato una grossa mano e da lì siamo riusciti a trovare quella prestazione, quei 45 minuti che ci mancavano da un po'. Siamo molto contenti, c'è tantissimo lavoro da fare, non siamo stupidi né ingenui da dire "è passato il periodo brutto perché abbiamo fatto una vittoria" oppure "la classifica ci sorride". No, la classifica non ci sorride, siamo sempre lì e lì non ci vogliamo stare. Quindi bisogna lavorare e mettere punti su punti e prestazioni su prestazioni, perché quando crei tanto dal punto di vista della prestazione, i risultati poi arrivano».

 

C’è sicuramente da risolvere il dato dei troppi gol subiti.

«Siamo consapevoli che è infattibile andare avanti così, anche perché vuol dire che ad ogni partita almeno due li devi fare per pareggiare, tre per vincere. Dobbiamo trovare quella solidità nella fase difensiva, non è una questione di difesa ma di fame di non prendere gol per undici giocatori, partendo dalla punta fino al portiere. Dobbiamo essere più bravi a portare la partita avanti sullo 0-0 se non riusciamo a segnare, muovere la classifica, anche un punto ogni tanto va bene e bisogna trovare quella continuità che ad oggi ci manca, che è fondamentale per una squadra che si deve salvare».

 

L’anno scorso giocavi dietro le punte, quest’anno stai giocando molto sull’esterno.

«È tutto iniziato perché c'era bisogno a Bergamo con l'AlbinoLeffe, quindi io avendolo già fatto potevo essere una soluzione. Quella partita è andata molto bene e da lì ho continuato. Forse queste 500 presenze arrivano anche dall’essere sempre stato fin da ragazzino un giocatore che si è adattato a più ruoli, dall'esterno al quinto di difesa come adesso, il play, la mezzala, il trequartista. Ho preferenze come tutti ed è normalissimo, ma a me già l'opportunità di giocare, di scendere in campo è sempre stata la gioia principale. Vedremo nell'arco del campionato se continuerò lì, se c'è bisogno da un'altra parte, starà al mister decidere le formazioni in futuro».

Sabato vi attende un Alcione in grande salute e in piena corsa playoff.

«E’ sicuramente un bel test, veniamo da una vittoria e quindi anche capire il nostro stato mentale è fondamentale. Vincere aiuta a lavorare bene, però capire che non siamo fuori dai guai è la cosa principale. Se capiamo quello e se capiamo che è fondamentale trovare quella quadratura in fase difensiva e la voglia di portare a casa punti anche fuori casa, allora possiamo ottenere delle prestazioni solide per muovere la classifica. Se invece stecchiamo già contro l'Alcione bisogna farsi due domande reali perché non possiamo assolutamente permetterci, a livello di prestazione, di sbagliare».