Sabbadini: ''Dispiace per Bagatti ma ci eravamo appiattiti, Contini porta entusiasmo e le sue idee''
Il cambio di allenatore non è mai una scelta facile per una società. Il Carpi ha deciso di sostituire Bagatti con Contini: una decisione che spiega il direttore sportivo biancorosso Matteo Sabbadini (nella foto, a destra, col presidente Lazzaretti).
Direttore, come è maturato il cambio in panchina?
«Purtroppo i risultati dicono che nelle ultime quattro domeniche abbiamo fatto un punto e quindi secondo noi era il momento di cambiare, perché abbiamo visto un po’ di appiattimento generale. Nel calcio purtroppo paga l’allenatore e quindi abbiamo deciso questo cambio, anche se sono decisioni che non è mai bello prendere e la colpa è di tutti anche se ricade sul tecnico. Voglio ringraziare mister Bagatti sia a livello umano che professionale, è un gran lavoratore».
La scelta è caduta su Contini, che tipo di allenatore è e cosa vi aspettate da lui?
«Mercoledì sera abbiamo iniziato a fare un po’ di sondaggi su 2-3 profili e ho chiamato anche mister Contini, che ha dato la sua disponibilità e ci siamo incontrati giovedì a pranzo. Sin dal primo contatto ho sentito in lui una voglia matta per venire qua e in sua autonomia era venuto a vedere la partita di mercoledì col Corticella partendo da Verese, e questo gli fa un grande onore. E’ un allenatore preparato, che ha già vinto questo campionato davanti a squadre come Modena e Reggiana, ha già fatto la Serie C. E’ molto motivato e non ha chiesto niente di più che fare cinque mesi per dimostrare il suo valore. Ci aspettiamo tanto, è un allenatore che si è buttato subito nella nostra causa, ha tanta voglia di fare e tanta voglia di emergere. Abbiamo visto in lui quella forza che può trasferire alla squadra, concetti nuovi, un parlare diversamente e idee. Adesso dobbiamo solo andargli dietro, i giocatori devono seguirlo e dargli una mano. In due settimane dobbiamo farci trovare pronti alla ripresa del campionato».
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L’obiettivo presentato in estate dalla società era quello di restare agganciati alla vetta fino alle ultime giornate per poi provare a giocarsi qualcosa: è ancora un obiettivo fattibile?
«Nel calcio può succedere di tutto, è normale che a dire oggi che vogliamo arrivare lì qualcuno potrebbe prendermi per matto, ma siamo a Carpi e chi viene qua deve provare a vincere tutte le partite. Dall’8 gennaio cercheremo di vincerne una dietro l’altra e poi vedremo dove saremo. Ma non voglio andare troppo lontano, sono state fatte tante chiacchiere e adesso dobbiamo pensare solo a lavorare, ad allenarci bene e farci trovare pronti alla ripresa, mettendocela tutta in ogni componente della società. Oggi non bisogna guardare la classifica, parlare di meno e lavorare, lavorare, lavorare».
Il mercato dilettanti si è chiuso con gli innesti di Castelli e Varoli e le uscite di Villa e Ferraresi. Farete altre operazioni a gennaio con i professionisti?
«Varoli è stata una possibilità uscita l’ultimo giorno di mercato, aveva tanta voglia di tornare a Carpi ed è stata una trattativa lampo. Siamo felici di averlo qui, conosce l’ambiente e ci darà una grossa mano. Adesso dobbiamo essere bravi a fare tornare l’entusiasmo a questo gruppo, che è forte e competitivo, poi vedremo col mister se manca qualcosa e nel caso ci muoveremo a gennaio all’apertura del mercato dei professionisti. Ma adesso dobbiamo rimettere in pista una rosa che nell’ultimo mese ha avuto problemi che non riguardano un giocatore o due globale: il mister lo sa e il nostro intento è rivitalzzare una rosa importante che ha fatto i primi due mesi e mezzo di campionato importanti. Dobbiamo ridare quella serenità e quell’entusiasmo che c’erano prima, toccando i tasti giusti con le idee del nuovo allenatore».