Fd'I interpella sullo stato del comparto ''Ferrovie Creative'': dentro potrebbe starci la ciclopedonale Due Ponti Tre Ponti
Compare nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio, è difficile venga discussa, ma riguarda un antico problema che qui potrebbe trovare soluzione
C'è anche un'interpellanza di Fratelli d'Italia sul collegamento ciclopedonale tra il quartiere Due Ponti e via Tre Ponti, lo stato e i tempi di attuazione del comparto B-bis 5 all'ordine del giorno del Consiglio comunale convocata per il 10 settembre prossimo. L'interpellanza reca il numero 10, ed è difficile si possa trovare il tempo per discuterla in una serata che sarà aperta dal dibattito su due varianti autorizzative richieste per apporre il vincolo espropriativo per pubblica utilità sulle proprietà che ospiteranno gli elettrodotti interrati al servizio di due impianti, il Fabbrico e il Pavesi, uno fotovoltaico e l'altro agrivoltaico, che sorgeranno nei territori di Fabbrico e Novi. segue
Questo non toglie che l'interpellanza rispolveri un punto importante: la rigenerazione, affidata a uno degli ultimi Piani particolareggiati permessi dal vecchio Prg, di un “altro oltreferrovia”. Si parla qui dell'area occupata da edifici di archeologia industriale dei primi decenni del Novecento, fra i quali uno dei pochi attivi è quello delle Ferrovie Creative, di proprietà Martinelli, Arca Immobiliare e Barbieri. Il Piano, riguardante una superficie territoriale di 35 mila metri quadrati, prevedeva qui la demolizione di alcuni edifici (quelli più recenti e senza particolari caratterizzazioni, ma anche la vecchia Pesa e parte del Cantinone); la conservazione di altri, come l'immobile delle Ferrovie Creative destinato a esercizi commerciali e la costruzione di nuovi edifici residenziali concentrati in particolare nello spigolo di sud est del comparto, affacciati su via Due Ponti. Anche la lunga costruzione che fiancheggia i binari, un tempo al servizio delle Fs e divenuta poi magazzino del Comune, sparirà, per lasciare il posto a un supermercato del quale i residenti di via Due Ponti lamentano da tempo l'assenza. segue
Data la proprietà privata, la messa a reddito del comparto con nuova residenza e attività commerciali era praticamente la più scontata per i progettisti. E' rilevante invece quello che traspare in tema di urbanistica, perché fra i criteri ispiratori del Piano gli autori indicano il “potenziamento del sistema di mobilità lenta attraverso percorsi ciclo-pedonali, in particolare con un collegamento Nord-Sud, parallelo alla fascia ferroviaria”. E più avanti, nella Relazione tecnica, si legge che fra i percorsi ciclopedonali del comparto si inserisce anche “...il tratto in direzione nord-sud, di penetrazione all’area verde e di futuro collegamento con le aree poste a nord, lungo l’asse ferroviario”. E' proprio questo il punto in cui la realizzazione del Piano e il collegamento ciclopedonale Due Ponti/Tre Ponti si saldano e sul quale si concentra l'attenzione di Fratelli d'Italia. Perché nel Piano, potrebbe trovare attuazione quel collegamento, quell'opera di “viabilità dolce” che eviterebbe innanzitutto agli studenti della media Hack residenti in Due Ponti di affidarsi al solo trasporto pubblico per raggiungere la scuola di via Canalvecchio. Con un tempo di percorrenza decisamente lungo, trattandosi di "circumnavigare” l'area stazione e di attraversare il passaggio a livello di via Roosevelt. La vaghezza con la quale vi fa cenno la Relazione tecnica lascerebbe intuire che qui potrebbe intervenire l'Amministrazione comunale inserendo la pista ciclopedonale come obbligo legato all'urbanizzazione. C'è tempo, perché un Piano ha dieci anni prima di decadere. Ma il tema è attuale e il Comune potrebbe ogni tanto ricordarsi di rappresentare un soggetto attivo nella materia urbanistica, e non solo al traino dell'iniziativa privata che, fra l'altro, di questi tempi non pare particolarmente brillante quanto a idee e proposte.