Piano di Protezione civile: Novi ora se lo è fatto

Ne parla il sindaco Diacci: "Uno dei primi conformi alle direttive del 2018"

Piano di Protezione civile: Novi ora se lo è fatto

Nasce a Novi il nuovo Piano di protezione civile che recepisce i contenuti delle più recenti normative nazionali e regionali. «È – lo assicura il sindaco Enrico Diacci – uno dei primi piani comunali d’emergenza redatti in conformità con le nuove direttive nazionali e regionali emanate nel 2018». “È stato strutturato – sostengono a loro volta i tecnici comunali – partendo dall’assetto e dalle vulnerabilità del territorio. Sono state inoltre prese in considerazione le necessità organizzative di gestione delle emergenze, le risorse di personale da impiegare, le strategie comunicative di prevenzione e informative della cittadinanza”. Novi, con Rovereto e Sant’Antonio, all’epicentro del tragico sisma del 2012 si è affrettata a mettere a punto e ad aggiornare il suo piano anti-calamità, visto che purtroppo le calamità sono sempre dietro la porta. «Sul territorio comunale – puntualizza il sindaco Diacci – abbiamo cercato di prevedere tutto l’immaginabile, dalle esondazioni del Secchia a disastri ambientali dovuti a cause industriali. Soprattutto, nello spirito delle nuove norme, ci sforzeremo di far conoscere meglio le direttive del piano per rendere sempre più consapevoli i cittadini del cosa fare nel caso di emergenze sul territorio».

Un programma di incontri con la cittadinanza è in corso di elaborazione ma nel frattempo il piano d’emergenza è stato messo a disposizione di tutti pubblicandolo sul rinnovato sito web del Comune. «È in corso anche uno scambio di dati con l’Azienda Usl – dice il Sindaco – per consentire una aggiornata mappatura delle “persone fragili” censite sul territorio comunale in modo da poterne disporre tempestivamente l’evacuazione con mezzi adeguati in caso di necessità». Il piano, poi, non si limita a declinare cosa devono fare il Comune, il gruppo dei volontari di protezione civile (una quarantina quelli di Novi) e gli altri servizi pubblici, ma chiarisce anche cosa debbano fare concretamente i cittadini. In caso di alluvione si consiglia di non bere l’acqua del rubinetto, per esempio, perché potrebbe essere inquinata, e di indirizzarsi nelle aree di accoglienza che sono considerati luoghi sicuri: i campi sportivi comunali di Novi, Rovereto e Sant’Antonio in Mercadello. «Novi è stato uno dei primi Comuni ad essersi dotato, ormai parecchi anni orsono, di un gruppo di volontari di protezione civile e questo è importante – conclude il Sindaco – ma una adeguata conoscenza delle criticità del territorio e dei comportamenti da tenere, sono le condizioni di base per consentire a ogni cittadino di affrontare le situazioni di emergenza nel modo più adeguato».

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