Dorando diventa un fumetto

Un articolo di Repubblica

Dorando diventa un fumetto

Dorando Pietri è diventato un fumetto. Le tavole – disegnate di Luca Ferrara con la colorazione in digitale a simulare un effetto acquerello – corredano la sceneggiatura di Antonio Recupero nel libro “Dorando Pietri. Una storia di cuore e di gambe” (Tunuè, 16,90 euro) che ruota intorno al concetto del fascino del secondo, nella convinzione che se l’atleta di Mandrio avesse vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi Londra forse non avrebbe mai ottenuto la gloria e la memoria che lo hanno accompagnato da più di un secolo a questa parte. Nelle pagine che interpretano la vita di Dorando, come racconta Francesco Fasiolo nell’articolo che compare oggi a pagina 49 di Repubblica, protagonista è la luce, “…quella della campagna intorno a Carpi dove Dorando correva con il fratello Ulpiano”; o il buio della severa aula dove la giuria decreta la sconfitta dell’atleta e dove i legali dell’americano Hayes sostengono che Dorando avesse assunto una pasticca di stricnina. La sceneggiatura dà conto di questa presa di posizione sulla quale si sono sempre attestati i commentatori anglosassoni, mentre le fonti italiane l’hanno sempre respinta. La narrazione propende per la sostanziale incompatibilità fra l’utilizzo di questa sostanza e la personalità di Pietri. E sempre nella sceneggiatura c’è spazio per sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, che fu fra i più accesi sostenitori dell’atleta italiano.

 

Non è la prima volta, spiega Fasiolo nell’articolo, che Dorando compare in un fumetto: è accaduto in un album di Topolino nell’avventura “Londra 2012. Caccia all’oro” in cui si vede Dorando presentarsi a Pippo con queste parole che, annota l’autore del pezzo, potrebbero essere la sintesi della sua vita: “Dorando Pietri, maratoneta autodidatta”.

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