Area boschiva spontanea intorno a San Francesco: ma almeno la manutenzione, no?

Corso Roma è stato adeguatamente alberato, ma neppure la chiesa di San Francesco scherza. La differenza è che sul corso la collocazione delle piante è stata accuratamente studiata sia nella disposizione che nella scelta delle essenze. Intorno a San Francesco, invece, la vegetazione sta facendo tutto da sé, cresce tranquilla e indisturbata sul sagrato, all'angolo della strada, sul lato sud, soffocando la povera panchina esistente e cancellando la vista della fontanella, ultimo residuo della Carpi che, fino ai primi anni Cinquanta l'acqua la prelevava dalle fondane pubbliche. E poi c'è l'esplosione incontrollata di verzura, transennata, ai piedi del campanile che, unico segno di vita della chiesa abbandonata da dodici anni, continua imperterrito a scandire la giornata con i suoi richiami alle messe e alle benedizioni per un inesistente popolo di fedeli. Sarebbe troppo facile parlare di incuria: qui siamo alla cancellazione dalla mappa di Carpi di un edificio religioso risalente al XVII secolo, ma eretto nel sito in cui sorgeva uno dei più antichi conventi emiliani dei Frati Minori e dove si trova il sarcofago risalente al Quattrocento di Marco Pio, il costruttore della prima cerchia di mura intorno alla città. segue

La facciata di San Francesco, come si sa, non è mai stata completata, vi è tracciato solo l'andamento di base dei colonnati e delle pilastrate e reca le tante nicchie che dovevano sorreggere i marmi destinati a ornarla: si vede che è nel suo destino rimanere incompiuta. Le ultime notizie di provenienza diocesana parlavano di una "prossima ripresa dell'attività progettuale” e di una “rimodulazione” dei fondi regionali: significa che i soldi ci sono, ma il progetto – dopo il sisma del 2012 – ancora non c'è. Né si è mai saputo che fine abbia fatto il fondo messo insieme fra i parrocchiani dall'ultimo parroco, il compianto don Roberto Bianchini, in vista di un restauro mai avviato. Tutto questo per dire che almeno una ripulita non ci starebbe male e che una parte di quel fondo potrebbe essere destinata almeno alla manutenzione, fino a che non prenderanno il via i lavori importanti