È un servizio di TGR Emilia Romagna, curato da Nelson Bova, a fare luce su un dato riguardante Carpi molto interessante: 552 famiglie, oltre 1600 persone, nel 2025 a Carpi, hanno chiesto aiuto all'associazione Porta Aperta che le ha intercettate nel suo centro di ascolto cittadino. “Qualche badante, però veramente sempre meno. Ma la stragrande maggioranza sono stranieri e anziani”, dice Luana Ganzerli dell'emporio CiBùm. Qualcuna in meno rispetto all'anno precedente, una su quattro nuova. Calano un po' gli italiani, che rimangono comunque il 30 per cento del totale, e calano gli immigrati dai paesi dell'est, mentre aumentano quelli provenienti dall'Africa. Ma il dato che colpisce di più, spiegato dal coordinatore del centro di ascolto Porta Aperta Alessandro Gibertoni, è quel 34 per cento di persone e di famiglie che lavorano, anche a tempo pieno e con stipendi in regola e che nonostante questo si rivolgono agli empori solidali dell'ente caritativo e chiedono aiuto per cibo, bollette, farmaci, materiale scolastico per i figli. segue
“Sono persone molto spesso impiegate nei servizi o nella ristorazione, alcuni anche in metalmeccanica – evidenzia Gibertoni –, ma con carichi pesanti da sostenere per cui la retribuzione non riesce a bastare”. Il servizio, andato in onda su Rai 3, mostra da vicino le attività di CiBùm, uno dei centri operativi di Porta Aperta: un emporio solidale in cui persone e famiglie in difficoltà, residenti nel territorio dell’Unione delle Terre d'Argine, possono reperire gratuitamente prodotti alimentari, secondo regole di accesso definite e in piena autonomia, scegliendo ciò di cui hanno realmente bisogno. La realtà mostrata sarebbe stata impensabile, conclude il servizio, appena dieci o 15 anni fa, soprattutto in una città che negli anni Ottanta vantava uno dei redditi pro capite più alti d’Europa. La fitta rete della produzione tessile, un tempo simbolo di prosperità, appartiene ormai al secolo scorso. Il primo duro colpo a quella ricchezza arrivò con la crisi del 2008, seguito poi dal terremoto del 2012. In quegli anni fu la Caritas a registrare il numero più elevato di persone assistite in tutta la regione.
Nelle foto: un frame del servizio; Luana Ganzerli e Alessandro Gibertoni; l'interno di CiBùm