Cento anni fa nasceva Renato Crotti, primo (e unico) imprenditore con una visione della città

Compirebbe cento anni oggi, Renato Crotti, l'imprenditore scomparso sei anni fa e ormai universalmente considerato il creatore, di fatto, del sistema produttivo tessile carpigiano, poi evoluto nel concetto più ampio di distretto della moda. A lui si può infatti accreditare lo stesso ruolo svolto da Mario Veronesi per il biomedicale di Mirandola: quello di moltiplicatore e diffusore dello spirito imprenditoriale (quanto si compiaceva di citare gli animal spirits di Adam Smith...) in un territorio la cui popolazione non aveva da perdere se non le proprie catene, rappresentate dalle penurie dell'anteguerra e dalle macerie della guerra. Da questa condizione di partenza la gente di Carpi trasse, tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà degli anni Cinquanta, la forza straordinaria di intraprendere, di provarci in tutte le direzioni possibili, alcune promettenti, altre fallimentari, fossero la componentistica meccanica, le pompe e la meccanica agricola in genere, la trasformazione dei prodotti agricoli, il commercio al dettaglio, l'edilizia. E l'abbigliamento, appunto: scaturito da quelle primordiali risposte al fabbisogno di tornare a vestirsi fornite dalla rete del piccolo commercio – spesso ambulante, locale o diretto agli acquirenti ebrei di Milano – che si reggeva soprattutto su donne, madri di famiglia operose, energiche, intraprendenti e prime interpreti della gran voglia che c'era di benessere, agio e fine delle tribolazioni. Una di loro era la mamma di Crotti, Carmela, commerciante di maglie e indumenti in lana, prima acquistati all'ingrosso e ceduti al dettaglio e poi prodotti in proprio. Sarà lei il principio, la leva per l'avvio dell'avventura imprenditoriale di Renato Crotti, quella Silan – acronimo di Società importazione lane – fondata nel 1948 come azienda commerciale e poi evolutasi via via verso la tintoria e la produzione di tessuti che ne farà la prima, oggi forse potremmo dire anche l'unica, vera industria del settore a Carpi. Industria, ma anche sistema produttivo: la Silan non farà lavorare solo aziende di altri comparti (stirerie, stamperie, autotrasporti) ma, formando al proprio interno nuove professionalità e competenze, moltiplicherà le figure imprenditoriali che daranno origine a laboratori artigiani e piccole aziende per i quali Crotti l'azienda madre fungerà anche da banca, scontando le cambiali per l'acquisto di macchinari e attrezzature. I loro costi venivano poi compensati anche dagli ordini di tessuti, forniti con le istruzioni per confezionarli. Oggi quella stretta integrazione produttiva con ampie ricadute in altri settori si usa definirla "distretto” ed è innegabile che Crotti e la Silan ne furono la matrice. All'epoca, tra la seconda metà degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, si parlava piuttosto di città-fabbrica, assimilando Carpi a Biella o Valdagno.

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