Comitato attacca la Giunta: Carpi troppo cementificata. La protesta dei residenti di via XXV Aprile. Cavina a Medjugorje

C'è una barriera di new jersey in via XXV Aprile “dimenticata” dal Comune che l'aveva collocata per lavori sui fili dell'alta tensione. Ma poi è rimasta lì,  giustificata come un modo per isolare dal traffico i nuovi quartieri sorti all'estremo nordest della città. E' il tema di apertura della Gazzetta di oggi che dà spazio alla protesta dei residenti che si ritrovano costretti a lunghi giri per arrivare a casa propria e da mesi chiedono senza esito la rimozione all'Amministrazione comunale.

Di taglio basso il giornale riferisce dell'incarico conferito al vescovo emerito di Carpi, monsignor Francesco Cavina, come visitatore apostolico di Medjugorje e dell'inaugurazione di "Casa e pasta” la cooperativa creata dall'Ushac e costituita da giovani con disabilità che in questo modo si sono potuti mettere al lavoro con una vera e propria attività produttiva. segue

 

 

L'incarico a monsignor Cavina viene ripreso anche dal Carlino che dedica però l'apertura a un affondo del Comitato per la giustizia climatica e sociale contro l'Amministrazione comunale, motivato dai dati dell'ultimo "Rapporto sul consumo di suolo in Italia” di Ispra e Snpa riferito all'anno 2026. Il Comitato pone l'accento su quel 20 per cento del territorio comunale “sigillato” dalle costruzioni, prendendo spunto per criticare un Comune che parla molto di una Carpi virtuosa e sostenibile, ma poi lascia che il suolo venga implacabilmente divorato con le note conseguenze della formazione di isole di calore, dell'inquinamento da polveri sottili, degli allagamenti di fronte ad acquazzoni intensi. Di spalla, sempre la Gazzetta riporta un altro attacco al Comune, questa volta da parte del consigliere Enrico Fieni di Fratelli d'Italia, che contesta la decisione della Giunta di stanziare centomila euro per risanare l'area della ex scuola di Cortile concessa in uso a un'ampia famiglia sinti. La tesi del consigliere è che la conduttura mista per gli scarichi a suo tempo realizzata dal Comune si è intasata da tempo, inducendo gli occupanti dell'area a sversare direttamente nel fossato e, da qui, nella rete acquifera rurale. Ma è a loro, e non ai contribuenti, che andrebbe addebitata la soluzione del problema. E dubbi il consigliere Fieni li solleva anche sulle ispezioni mensili effettuati dalla Polizia Locale e sul pagamento effettivo dei sei verbali elevati sempre a proposito degli scarichi. (le campiture rosa sulla veduta satellitare di Carpi segnalano le parti sigillate del suolo, in una delle mappe del rapporto Ispra)