La seconda Sezione della Corte d'Appello di Bologna ha confermato ieri in appello la sentenza di primo grado, condannando a 3 anni e 4 mesi di reclusione l'allora sessantenne alla guida del suv che all'imbrunire dell'1 settembre 2022 investì e uccise sulla Traversa San Giorgio la ventenne Alessandra Arletti, ferendo gravemente anche il ragazzo di 19 anni che era con lei. Come pene accessorie sono state confermate per l'imputato anche la revoca della patente e l'interdizione dai pubblici uffici, oltre al pagamento di 1.891 euro per le spese processuali. Ora al protagonista dell'episodio resta solo la via del ricorso in Cassazione, visto che la data fissata per la sentenza emessa ieri gli ha precluso i tempi necessari per un'eventuiale sentenza di improcedibilità.
La drammatica fine della giovane Alessandra, travolta mentre attraversava la San Giorgio provenendo da via Bersana, scosse profondamente la città, percorsa da un'ondata di commozione che fu all'origine della decisione della Fondazione CR Carpi di progettare il sottopasso ciclopedonale: una coincidenza decisamente poco consolatoria, per una famiglia sconvolta dal tragico episodio e che può essere considerata la vera condannata per quanto accaduto. E che non dimentica che solo tre anni prima e a un centinaio di metri di distanza restò vittima di un analogo incidente il podista 56enne Kamel Jellali.