di Nathan Bernet
Il Consiglio comunale ha dato il via libera, nella seduta di giovedì sera, a tre provvedimenti contabili relativi al bilancio consolidato del Gruppo Comune di Carpi per l’anno 2025 e a due variazioni al bilancio di previsione 2026-2028.
Il bilancio consolidato , illustrato dall'assessora e vicesindaca Mariella Lugli, ha chiuso con un risultato positivo di 3,68 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 529mila euro dell’anno precedente, mentre il solo Comune presenta un saldo positivo di circa 1,8 milioni, dopo la perdita di circa 1,5 milioni dell'esercizio precedente, con un aumento delle immobilizzazioni sia materiali che in corso. Si è riscontrata anche una diminuzione dei debiti da finanziamenti consolidati, a 51,6 milioni da 54,3 che erano con un indebitamento dello 0,88 per cento [dato da verificare]. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo raggiunge i 259,17 milioni di euro.
Aumenta anche l’utile di Aimag, per un contributo al bilancio consolidato di 2,82 milioni, mentre quello di Amo si attesta a 18mila 334 euro, ForModena riporta un utile di 49mila euro e Lepida uno di 53mila 406 euro. La Fondazione Fossoli riporta una perdita di quasi 29mila euro, dovuta alle spese per le iniziative per l’ottantesimo anniversario della Liberazione, comunque assorbita mediante riserve di utili dei bilanci precedenti.
Il bilancio, secondo la Vicesindaca, riflette l’eccezionale sforzo di investimento nelle infrastrutture cittadine, che però non ha compromesso l’equilibrio finanziario del Gruppo, e consegna l’immagine di un gruppo sano, solido finanziariamente e capace di erogare servizi di qualità. segue
Il bilancio 2025, bisogna notare, non è stato elaborato includendo quelli definitivi di tutti gli enti partecipati – manca all’appello quello di Acer, l'Agenzia casa Emilia-Romagna, sezione di Modena – per cui il consolidato del Gruppo include solo i dati di preconsuntivo dell’ente. Il che ha scatenato un’aspra polemica, in particolare tra la consigliera Monica Medici di Carpi Civica e la stessa vicesindaca Lugli. La consigliera ha ritenuto inaccettabile l’elaborazione del bilancio consolidato a partire da quello solo provvisorio di uno degli enti, annunciando il suo voto contrario e dicendo che il Comune avrebbe dovuto rivolgersi alla Corte dei Conti per contestare l’inadempienza di Acer, contestando altresì all’ente la sua presunta incapacità di gestire il patrimonio pubblico e la sua manutenzione.
Le ha risposto l’assessora Tamara Calzolari, spiegando come il ritardo nella presentazione del bilancio di Acer sia dovuto, a detta sua, anche al fatto che il Comune ha presentato all’ente degli atti per accertare i dati utili al consolidato di Gruppo e lo ha esortato a elaborare una convenzione triennale sulla manutenzione programmata degli immobili che ha prolungato i tempi dell’iter. Ha aggiunto la vicesindaca Lugli che se alla scadenza prevista i bilanci delle varie partecipate non sono approvati va comunque trasmesso il preconsuntivo, e che il Comune deve in ogni caso approvare il bilancio in base ai dati a sua disposizione.
La consigliera Federica Carletti di Fratelli d’Italia ha invece contestato all’Amministrazione la preponderanza nel bilancio di componenti di reddito straordinarie, estranee alla gestione ordinaria dell’ente: il che non ha tranquillizzato sufficientemente il suo gruppo per consentire loro un voto favorevole.
Ha partecipato al Consiglio, come ospite in rappresentanza di aMo, l'Agenzia per la mobilità della quale il Comune di Carpi detiene il 9,6 per cento, il direttore Roberto Bolondi, che ha illustrato l’operato e i compiti dell’Agenzia, soffermandosi sul contesto di domanda crescente nel trasporto pubblico in seguito a una flessione nel periodo Covid e dovuta anche all’aumento del numero di studenti che usufruiscono del servizio. Ha accennato anche a uno studio commissionato dal sindaco Riccardo Righi all’Agenzia per capire se ci siano dei margini di miglioramento del trasporto pubblico locale (Tpl) in città, incluso un possibile ripensamento della rete, mantenendo la Stazione come hub di scambio intermodale.
Tutto questo, però, non ha convinto particolarmente il consigliere Michele De Rosa di Forza Italia, che ha contestato ai rappresentanti di aMo i perpetui disservizi verificatisi da diversi anni in occasione della ripartenza dell’anno scolastico in autunno, e i problemi di accessibilità per i cittadini con disabilità che colpiscono gran parte della flotta dei mezzi, in particolare quelli extraurbani. Il consigliere Marco Truzzi del Partito democratico, invece, si è interrogato su quali siano le soglie sufficienti per ritenere che un sistema di Tpl funzioni adeguatamente, e che quindi abbia bisogno o meno di ulteriori investimenti.
La prima delibera all’ordine del giorno è stata approvata con voto favorevole dei gruppi Pd, Avs e Carpi a Colori, l'astensione di FI e Carpi Civica e il voto contrario di Fd’I. Assente il consigliere della Lega, Giulio Bonzanini. segue
Il dibattito consiliare si è spostato in seguito sul secondo punto relativo alla ratifica da parte del Consiglio di una variazione d’urgenza del bilancio di previsione 2026-28 da parte della Giunta, per due interventi: lo stanziamento di circa 205mila euro per la realizzazione di depositi sicuri per biciclette in Stazione e nel Centro storico, per sostituire le vecchie “gabbie”, per cui è stato acceso un mutuo con l’Istituto di Credito Sportivo; e la conferma di candidare 10 alloggi di proprietà comunale ammessi al bando di finanziamento per il piano ERP “Sfitti zero”, con scadenza il 2 novembre, a motivare la natura d’urgenza del provvedimento, per un investimento di 692mila 875 euro.
La consigliera Klaudia Kumaraku, del Pd, ha sottolineato come quello degli affitti sia un tema molto sentito dalla sua generazione, la prima ad avere prospettive economiche peggiori rispetto alle precedenti, con conseguenti problemi nell’acquisto di una casa per singoli e famiglie, e dell’importanza di questo provvedimento. Intervento è stato ripreso, con toni analoghi, dalla collega di partito Marinella Meschieri, che invece ha toccato la presunta inadempienza del Piano casa del Governo, contestandone la mancanza di fondi e la centralizzazione. La Medici ha invece contestato al Comune la scelta di esternalizzare il servizio di portineria di Palazzo Scacchetti (confondendolo con il terzo punto dell’odg, ndr), che considera una scelta politica mancata.
La seconda delibera è stata approvata con voto analogo alla prima, con Pd, Avs, Carpi a Colori a favore, FI astenuta, ma questa volta con il voto contrario di Carpi Civica insieme a Fd’I. La terza e ultima delibera riguardava un’altra variazione al bilancio 2026-28, illustrata sempre dalla vicesindaca Lugli – protagonista assoluta della serata – che ha rivendicato le poche variazioni effettuate a testimonianza della buona pianificazione effettuata dall’Amministrazione.
L’ultima variazione ha riguardato l'adeguamento delle previsioni di spesa alle esigenze emerse nel corso dell'anno, come le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali del personale, quelle per i costi energetici (391mila euro), gli interventi di manutenzione di strade a Migliarina e Budrione (85mila euro) e di proprietà comunali. Sul fronte degli investimenti il provvedimento riporta 600mila euro di oneri di urbanizzazione alla loro destinazione per opere pubbliche, permettendo al Comune di ridurre il ricorso a nuovi prestiti per 432mila euro. Tra gli altri interventi discussi figurano anche i costi aggiuntivi legati all’adeguamento del progetto dell’hub urbano, aumentati del 54 per cento rispetto alle stime iniziali, le manutenzioni degli immobili comunali e altre risorse per progettare interventi sul patrimonio comunale.
La maggioranza ha difeso la scelta come necessaria per adeguare le previsioni alle esigenze emerse durante l’anno, e mantenere il bilancio in equilibrio, mentre le opposizioni hanno sollevato perplessità sulle priorità di alcune spese e sul rischio che i costi di alcune opere lievitino nella fase di realizzazione, citando come possibile esempio quello dell’hub urbano. La delibera è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Avs, Carpi a Colori e contrari delle opposizioni: non proprio un esito così sconvolgente da spiegare alcune espressioni colorite sfuggite al Presidente del Consiglio, Andrea Artioli per un intoppo del sistema elettronico di voto e fra le quali le più lievi sono state un "Porca p...“ degno di Lino Banfi e "Che due c...i ”, più sul genere caserma.