Dai giovani alla transizione digitale: le priorità del nuovo assessore Enrico Cattabriga

Enrico Cattabriga è l’homo novus della politica carpigiana. L’assessore a cui il sindaco Riccardo Righi ha affidato, poche settimane fa, una serie di deleghe che hanno come fil rouge l'orientamento verso il futuro. Nel comunicato ufficiale rientrano sotto la sua responsabilità: politiche giovanili e benessere delle nuove generazioni; partecipazione civica e coinvolgimento della comunità; comunicazione dell’ente; servizi al cittadino (demografici, elettorali e cimiteriali); statistica; transizione digitale e governo dei dati; innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e smart city.

 

Si nota subito, nei titoli delle sue deleghe, un richiamo al futuro: “Politiche giovanili”, “Benessere delle nuove generazioni”, “Transizione digitale”, “Intelligenza Artificiale”, “Smart City”...

Sì, esatto. Vengo dal mondo della comunicazione di prodotto e del marketing, e credo fortemente che la tecnologia sia uno strumento democratico e inclusivo. Vorrei utilizzarla per ampliare i servizi al cittadino e avvicinare i giovani all’amministrazione. L'innovazione, inoltre, ci aiuta a gestire i big data. segue

Andiamo con ordine: quali sono le necessità di Carpi legate alle sue competenze e a cosa sta dando la priorità in questo primissimo periodo da assessore?

Al momento mi sto concentrando sulle politiche giovanili: come assessore ho il compito di recepire le necessità dei ragazzi (la fascia tra i 14 e i 30 anni) e non di imporre nulla dall’alto. Siamo abituati a un modello in cui adulti e amministratori dicono ai giovani come divertirsi, cosa fare e a quali regole sottostare, senza chiedere quasi mai loro di cosa abbiano davvero bisogno. Per questo sono in contatto diretto con le associazioni giovanili e con il Forum Giovani. L’elemento emerso con più forza è il loro bisogno di riappropriarsi degli spazi e di promuovere eventi "dal basso", evitando iniziative calate dall'alto che portano il timbro del Comune ma che non sentono proprie. Dobbiamo offrire ai giovani spazi e contenitori che spetterà a loro riempire, sempre nel rispetto della sana convivenza. Non intendo dire che occorra fare uno "scaricabarile", ma sento chiaramente la loro voglia di riprendersi la città, coinvolgendo anche i coetanei solitamente distanti dalle attività istituzionali. Proveremo, insieme, a piantare questi semi non solo in diverse zone del centro, ma anche nelle frazioni, sempre meno vissute dai ragazzi.

 

Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici del suo assessorato, invece, cosa ci può raccontare?

Il primo passo è l’analisi dei dati. Come ente abbiamo accesso a una gran quantità di informazioni che rispecchiano la realtà locale. Il mio obiettivo è razionalizzare il database e rendere questi dati comprensibili a tutti: agli amministratori di ogni assessorato, ai tecnici e ai cittadini. L’obiettivo è contestualizzarli per fare scelte efficienti ed efficaci a supporto della comunità. Un esempio pratico riguarda i neogenitori: spesso spaesati dalla burocrazia, potrebbero essere accompagnati passo dopo passo nelle pratiche necessarie per la nascita di un figlio, senza doversi informare autonomamente su ogni singolo adempimento. segue

E l’Intelligenza Artificiale vi aiuterà nell’analisi di questi dati, giusto?

L’applicazione dell’IA è ancora in fase di studio: sui big data è un supporto straordinario, ma va istruita correttamente per facilitare davvero il lavoro di colleghi e operatori. È però anche nostro dovere tutelare la privacy dei cittadini, poiché questo strumento tratterà dati sensibili.

 

L’espressione smart city può generare un po' di confusione: in cosa consiste concretamente?

"Smart city" significa installare e utilizzare sensori nei contesti urbani per raccogliere informazioni utilissime a guidare le scelte amministrative. Ad esempio, i sensori per il monitoraggio della qualità dell’aria permettono di individuare le aree più congestionate dal traffico. Questo consente a chi di competenza (anche al di fuori del mio assessorato) di intervenire in modo mirato, ad esempio sulla mobilità. In sintesi, l'obiettivo finale della smart city è semplificare la vita quotidiana.