Federconsumatori denuncia: sul prezzo del gasolio, figuraccia dell'Eni e della conclamata moral suasion del Governo

Fra l'altro il calo del prezzo di mercato del petrolio ha impedito che fosse percepibile il tetto fissato dall'Ente

Alla fine era solo un effetto del taglio parziale delle accise governative: cessate quelle, il prezzo del gasolio distribuito dall'Eni è risalito di 6,1 centesimi, collocando l'Ente statale, solo a metà della classifica delle stazioni di servizio self più economiche della rete stradale modenese e relegando fra i ricordi il momento in cui i primi 46 posti di quella graduatoria erano tutti appannaggio di Eni. Lo denuncia oggi Federconsumatori Cgil in una nota che prosegue: «Oggi, al netto di tre distributori che non hanno ancora adeguato il prezzo e che comunque stazionano oltre il ventesimo posto, la rete Eni è a centro classifica, con il gasolio passato in un colpo solo da 2,19 a 2,25 euro al litro”. segue

“Ma c’è un altro problema – prosegue la nota – che chiarisce il comportamento di Eni. Nell’arco di 9 giorni in Emilia Romagna il prezzo medio della benzina è calato di 7,5 centesimi. Un calo determinato da eventi internazionali, che sarebbe stato sicuramente registrato anche dal gasolio. Il prezzo imposto ha impedito di vedere questo effetto; ora, la crescita dei prezzi Eni va letta anche in questo quadro, e sembrerebbe essere una mera operazione speculativa, che nei fatti riduce di molto l’incidenza dello sconto. L’enorme impatto pubblicitario favorevole ad Eni è costato davvero poco; soltanto una temporanea e limitata contrazione degli extraprofitti che questo soggetto registra dall’inizio della crisi”. L'aumento del 104 per cento negli utili del secondo trimestre 2026, sul pari periodo 2025, annota ancora Federconsumatori, chiarisce più di ogni altra cosa che il disastro nelle tasche degli italiani si è trasformato in formidabili risultati per gli azionisti Eni, e tra questi il Governo italiano, che ne detiene il 34 per cento. segue

“Il taglio delle accise – si legge ancora –, in origine di 25 centesimi, era iniziato lo scorso 20 marzo, quando la benzina aveva toccato il prezzo medio di 1,881 euro al litro, ed il gasolio i 2,125 euro, in modalità self. Dopo sei mesi anche i rimasugli di taglio svaniscono, e oggi si registrano per benzina e gasolio, rispettivamente 2,047 e 2,251 euro al litro. Assai al di sopra dell’emergenza dello scorso mese di marzo. Ma siamo sicuri che – conclude la nota –, in assenza del Governo, anche stavolta ci penserà Eni a migliorare i conti degli italiani. Purché questo non avvenga solo con giochi di parole, mezze verità, con ricchi premi & cotillons”.