Fermo da fine febbraio il cantiere sul palazzo Pio

Lo si era già intuito, visto che il cantiere per vari lavori di consolidamento post sisma del Palazzo dei Pio sembra non avere mai fine. Ma ora sono gli stessi atti ufficiali a dirci che l'opera è praticamente ferma da mesi. La conferma viene da una richiesta di proroga di novanta giorni per la consegna dei lavori di restauro degli affreschi, presentata all'Amministrazione comunale dalla Cooperativa Archeologia di Firenze. La motivazione addotta per la richiesta è che “...il cantiere relativo ai lavori in oggetto ha subito un forte rallentamento causato dalla difficile situazione dell'impresa Coop Edile Artigiana che non ha eseguito le lavorazioni in alcune sale e di conseguenza ha bloccato totalmente le nostre lavorazioni, perché assente dal cantiere dal giorno 24 febbraio 2022”. La ditta porta anche altre ragioni della richiesta di proroga: le iniziative dei Musei che hanno impedito di lavorare sugli affreschi del salone dei Mori e tutte le analisi preliminari e le procedure attivate per dare corso a una perizia di variante e che hanno bloccato in particolare una delle sale della futura Pinacoteca. Ma si capisce che è stato soprattutto l'abbandono del cantiere da parte dell'impresa ad aver messo in difficoltà i restauratori degli affreschi.

 

Alla nostra richiesta di informazioni, la Cea, Cooperativa edile artigiana di Parma, non ha ancora risposto. Si può solo ricostruire, a questo punto, la vicenda di un cantiere del quale si parlava già nel 2014, il cui progetto di fattibilità tecnico economica firmato da Cesare Sereni e Livio Bartoli, per la parte architettonica, e Giorgio Serafini, per quella strutturale, era pronto nel 2017 per un importo stimato in 2,3 milioni di euro. Il primo lotto dei lavori se lo era aggiudicato proprio la Cooperativa edile artigiana alla fine del 2019, per l'importo di 1,349 milioni. Un anno dopo erano emerse problematiche non previste, soprattutto sulle lesioni della Torre dell'Orologio e della Torre del Passerino, che avevano indotto l'Amministrazione ad approvare una perizia suppletiva che stanziava altri 171 mila euro, accordando una proroga di tre mesi per la consegna delle opere. Ma dopo quell'atto, il cantiere è entrato nelle nebbie, squarciate ora dalla rivelazione della Coop Archeologia: da febbraio non ci lavora più nessuno.