I prati a sfalcio ridotto di Carpi nel Patto europeo. Terapia intensiva a Modena per dieci giorni. La Festa del Racconto entra nel vivo

Il Carlino apre oggi con la notizia, trasmessa da una nota ufficiale del Comune, di 90mila metri quadrati di aree prative all'interno del tessuto urbano che sono state inserite nel Patto europeo per la biodiversità Nat-Connection 2030 per effetto dell'adesione al Patto da parte dell'Amministrazione comunale. In pratica, si tratta dell'estensione, dalle due sperimentali degli inizi, a quattordici complessive, delle aree verdi in cui attuare la tecnica dello sfalcio ridotto. E questo con due obiettivi: mantenere vivi e ben protetti gli ecosistemi che assicurano la biodiversità e utilizzare il manto erboso per attenuare l'effetto "isola di calore”, essendo diventato evidenza scientifica che l'erba alta agisce come isolante termico, abbassando la temperatura superficiale al suolo tra i due e i quattro gradi. Con l'adesione al Patto, la cui sperimentazione durerà due anni, la gestione di queste aree prative viene inquadrata in un sistema di tutela europeo che porterà anche finanziamenti mentre il monitoraggio è affidato all'associazione Sei zampe e dintorni.  Il progetto è stato promosso da Legambiente Lombardia e subito sostenuto da Regione Piemonte, Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Trento ed Emilia-Romagna, nonché da Wwf e Lipu. (foto di repertorio) segue


 

Altre notizie della pagina locale del quotidiano riguardano il trasloco per una decina di giorni al Policlinico degli otto posti di terapia intensiva del Ramazzini per consentire lavori all'impianto di aerazione c he oggi fa da apertura per la Gazzetta; e la ricerca di guide e formatori da parte della Fondazione Fossoli. Ampio spazio dedica la Gazzetta a uno degli eventi clou della Festa del Racconto entrata nel vivo in questo week-end: l'incontro dello scrittore Christian Raimo con i ragazzi delle scuole superiori, imperniato proprio sulla condizione giovanile. Di taglio basso la Gazzetta riferisce dei 700mila euro ottenuti dal Comune nell'ambito del piano regionale "Zero alloggi sfitti” che, girati all'Acer, consentiranno di ristrutturare una decina di alloggi di proprietà pubblica, oggi inutilizzati perché inagibili.