Il Comune di Soliera è stato chiamato in giudizio davanti al Tribunale civile di Modena per una causa che vede al centro la casa della cultura Habitat, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ma concessa in uso al Comune di Soliera e le cui attività sono gestite dalla solierese Fondazione Campori. Inaugurato nel novembre del 2016, Habitat in via Berlinguer è uno spazio di 1.500 metri quadrati per la cui realizzazione la Fondazione CR Carpi ha investito inizialmente 2,6 milioni di euro: è il polo culturale ed aggregativo di Soliera dove si svolgono corsi di formazione musicale e culturale, eventi e concerti. Tuttavia, già dopo pochi anni dalla sua apertura, la struttura ha evidenziato la necessità di un consistente intervento di manutenzione straordinaria: lavori di adeguamento acustico, di efficientamento energetico, di adeguamento degli spazi interni del bar e di predisposizione di spazi esterni per lo stesso, nonché – soprattutto - della sostituzione del rivestimento esterno in legno della struttura per una spesa complessivamente prevista in ulteriori 600 mila euro. segue
Nell’aprile del 2022 la questione giunse sui banchi del Consiglio Comunale di Soliera dopo la presentazione di una interrogazione da parte del Gruppo di minoranza Lega Salvini. In quella sede l’allora Sindaco Roberto Solomita precisò che i costi di ristrutturazione sarebbero stati sostenuti dalla proprietà di Habitat e cioè dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. E in effetti così è stato: i lavori, avviati nel 2025 sono tutt’ora in corso e i fondi impegnati dalla Fondazione – come risulta dal bilancio 2025 dell’Ente – ammontano effettivamente a 600 mila euro, oltre alle imposte. E dunque, da dove scaturisce il procedimento in corso davanti al Tribunale? Come già rilevato nella interrogazione di quattro anni fa, il problema è e rimane quello di stabilire se, per il fatto che solo dopo sei anni parte della struttura si sia ammalorata tanto da dover comportare un intervento di manutenzione così pesante e costoso, vi siano stati profili di inadeguatezza nella progettazione, nella costruzione o nella gestione della casa della cultura solierese, una questione complessa con chiamate reciproche in giudizio dei vari attori interessati: la proprietà, che ha dovuto sborsare l’ulteriore somma di 600 mila euro, gli enti assicurativi, l’Ente gestore (il Comune di Soliera), i progettisti o la ditta che ha eseguito la costruzione che è la Cooperativa Muratori di Soliera, cooperativa in crisi dal 2024 e attualmente in concordato semplificato davanti al Tribunale fallimentare di Modena. segue
Il Comune di Soliera, chiamato in causa, ha affidato la tutela delle proprie ragioni all’avvocato Annamaria De Michele, con studio in Bologna. Interpellato da Voce per ulteriori chiarimenti il Comune di Soliera ha risposto di non poter fornire maggiori elementi sulla vicenda, essendo in corso un procedimento giudiziario.