Ci sono i tempi sempre più ravvicinati (dicembre 2027) per il rinnovo delle concessioni del servizio idrico integrato con le relative problematiche ad aprire le tre pagine che la Gazzetta dedica oggi a Carpi. Il servizio di Gabriele Canovi spiega come si profilino al momento due importanti passaggi. Il primo è il disegno dell'ambito territoriale della concessione (e della relativa gara) che la Regione e Atersir, avvalendosi del decreto legislativo 152/2006, vogliono dimensionato al territorio provinciale. La cosa mette in difficoltà le tre multiutility che gestiscono attualmente il servizio in provincia di Modena: Heracqua, Aimag e Sorgea, quest'ultima fra l'altro impegnata a servire, con acqua prelevata in territorio modenese, i Comuni di Nonantola, Finale e Ravarino, ma anche Comuni del confinante territorio bolognese. Essendo stata respinta la richiesta dei Sindaci di conservare la situazione attuale, disegnando dei sub-ambiti per la nuova concessione come potrebbe essere un sub-ambito per Aimag (la cosa contrasterebbe con la volontà del legislatore di semplificare una situazione oggi molto frammentata) si profilano tre soluzioni: mantenere fermo il principio della coincidenza degli ambiti di concessione con i territori provinciali, "spaccando” il territorio servito da Sorgea che verrebbe così ripartito tra l'ambito provinciale di Bologna e quello di Modena; dare vita a un ambito sovraprovinciale che includa nel bacino modenese anche i Comuni bolognesi di Sorgea, vale a dire Crevalcore e Sant'Agata Bolognese; infine, al contrario, ridimensionare l'ambito modenese, assegnando Finale, Nonantola e Ravarino a quello bolognese. Il secondo passaggio è però quello più importante: chi sarà il gestore unico dell'acqua a livello provinciale, sapendo che né Aimag né Sorgea avrebbero la forza di farlo (dovrebbero rimborsare il valore degli impianti al candidato soccombente che li ha gestiti finora) e che la stessa Heracqua potrebbe trovarsi di fronte un candidato europeo? Era il quesito che aveva indotto i Sindaci Aimag e i vertici di Hera a prospettare una newco unica per gestire l'acqua a livello provinciale. Il piano è stato bocciato dalla Corte dei Conti, ma il problema resta e i Sindaci soci di Aimag debbono trovare il modo di rapportarsi a una sfida di livello provinciale, preservando il valore patrimoniale dell'azienda in fatto di servizi, investimenti fatti sulla rete e occupazione. Magari evitando, conclude il servizio della Gazzetta, che tutto finisca in una sfida tra le amministrazioni di Carpi, il maggiore dei soci pubblici di Aimag, e di Modena, socio di minoranza di Hera.
La altre due pagine del quotidiano sono dedicate ad alcuni degli eventi e degli appuntamenti della Festa del Racconto, seguiti dall'inviato della Gazzetta, come la rassegna stampa di Luca Sofri e Francesco Costa, del Post, eseguita davanti a un pubblico composto in buona parte da scolaresche; il "Posterino”, mostra mercato dell'illustrazione, tenutasi nel cortile di Levante e l'installazione Boom di libri per ragazzi alla Sala Estense.
L'apertura di oggi il Carlino la riserva al piano per il recupero di dieci alloggi Erp inutilizzati, grazie al contributo di 700mila euro della Regione che il Comune ha girati ad Acer Modena, l'ente gestore. Di spalla, il giornale dà spazio all'iniziativa dell'associazione Mutina Pink Dragons, un team di Dragon Boat che fa capo all'Asd Canottieri Mutina e raccoglie donne operate di tumore al seno: una camminata ai bordi dei laghi Curiel di Campogalliano seguita da una pagaiata a bordo del Pink Dragon Boat, realizzato sul modello cinese portafortuna, che può trasportare fino a venti rematrici. Il tutto in occasione delle iniziative per l'Ottobre Rosa. Chiude le cronache della pagina locale del Carlino l'avvertimento di Carabinieri e Polizia a prestare attenzione alle truffe telefoniche che si sono andate moltiplicando negli ultimi tempi fra Carpi e la Bassa. E con lo stesso rituale: un uomo, fingendosi un componente delle forze dell'ordine, chiama per mettere in ansia il malcapitato di turno con la notizia che un suo famigliare è finito nei guai per i motivi più diversi. La chiamata si conclude immancabilmente con la richiesta di mettere a disposizione di un collega che si presenterà di lì a poco denaro, conti bancari, preziosi, per risolvere la situazione incresciosa. In qualche caso, grazie a una telefonata al 112, l'incaricato del prelievo del bottino ha trovato ad attenderlo la Polizia.