C’è un filo rosso che lega la gara (meglio sarebbe parlare al plurale: “le gare”, e vedremo il perché) per aggiudicare la concessione dell’A22 e quella per la realizzazione del futuro ospedale di Carpi. Si chiama “diritto di prelazione”: una modalità di svolgimento del project financing (finanza di progetto) prevista dal nuovo Codice degli Appalti italiano che non va affatto a genio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, come confermato da una sua sentenza del 5 febbraio scorso per un caso riguardante il Comune di Milano. Della sentenza si è parlato molto tra febbraio e marzo: il diritto di prelazione che le norme italiane assegnano al promotore di un project financing che, vistosi battere nell’offerta da altro candidato, può rientrare in gioco adeguando la propria, è in contrasto con le direttive europee in materia di libera concorrenza e parità di trattamento sui mercati europei. E’ l’orientamento che ha tenuto fermo il bando emesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel dicembre 2024, al quale avevano presentato opposizione diverse società concorrenti di Autobrennero Spa. segue
27 Marzo 2026
Da Voce mese aprile
Il filo rosso che lega le gare per l'A22 e il nuovo Ramazzini
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