"Ancora una volta la scuola diventa il luogo dove i riferimenti politici di sinistra sono invitati a parlare senza contraddittorio. Un momento che poteva essere formativo si è trasformato in un momento in una passerella ideologica". Così Matteo Terzilli, responsabile scuole di Gioventù Nazionale Carpi, movimento giovanile di Fratelli d'Italia, commenta l'incontro tra Romano Prodi e gli studenti del Meucci che si è tenuto ieri presso l'Auditorium San Rocco di Carpi. Non è dato sapere se il giovane di Fratelli d'Italia fosse o meno presente all'iniziativa, così da poterla etichettare come "passerella ideologica”. Fatto sta che nella sua nota stampa Terzilli continua imperterrito: “Quando un ex Presidente del Consiglio, figura simbolo della sinistra italiana, entra in una scuola e parla senza che nessuno possa controbattere, non vi è un incontro formativo, ma pura propaganda. La scuola non può diventare il salotto della sinistra per impartire lezioni politiche agli studenti". segue
Il giudizio sorvola sul fatto che Prodi, che è stato anche Presidente della Commissione europea, era stato invitato a parlare su "Come sfuggire al declino in un mondo che cambia” e che l'orizzonte della sua lezione era soprattutto la problematica situazione dell'Europa, soggetto terzo in un contesto internazionale divenuto ormai bipolare. Ma a Terzilli interessa soprattutto rimarcare: “Il confronto è giusto, ma un vero confronto può avvenire solo con più voci, con pluralità. Non la regola del monologo, dove un politico parla e gli studenti ascoltano in silenzio. Perché se davvero si vuole discutere di Europa, democrazia, geopolitica, allora si portino anche posizioni diverse. Se no, diciamolo chiaramente: non è formazione, è indottrinamento". Ma una lezione deve necessariamente ricalcare il format di un talk show televisivo? Dove si arriverebbe, in base a simili ragionamenti, con le normali lezioni in classe? E se il più indottrinato, nel caso specifico, fosse proprio lui? (ph. TvQui Romano Ptodi con il professor Alessandro Smerieri e, nel riquadro, Matteo Terzilli)