La camminata contro le modalità della Ztl. Un processo per circonvenzione di incapace. Protesta dei genitori del Fanti

Volevano attenzione mediatica e ci sono riusciti, i commercianti che hanno dato vita ieri alla camminata tra piazzale delle piscine e piazza Martiri per dimostrare che i 15 minuti di percorrenza teorizzati dall'assessore Marco Truzzi diventano in realtà 27. L'iniziativa, che ha mobilitato una ventina di persone, trova infatti spazio nelle aperture sia del Carlino che della Gazzetta che elencano ancora una volta le ragioni del profondo dissenso che da alcuni giorni vede schierati i protagonisti della camminata e, con loro, molti residenti ed esercenti, contro l'Amministrazione e il suo piano di dare corso alla prima fase dell'ampliamento della Ztl. La famosa navetta che dovrebbe ridurre a cinque i minuti di quel percorso è stata contestata sia per i suoi orari – l'ultima corsa sarebbe prevista alle 20 – sia come mezzo improbabile per mamme con passeggini e anziani con sporte diretti o di ritorno dallo shopping in centro. La linea del fronte, insomma, è sempre attestata sul rovesciamento delle priorità: nessuno dichiara di opporsi per principio alla Ztl allargata, ma prima, appunto, servirebbero altre misure che si concentrano soprattutto sulla richiesta di parcheggi attestati intorno al centro. Sullo sfondo, c'è il timore di una categoria, già colpita duramente dalla pandemia e poi dai rincari, di pagare con altre chiusure di negozi l'intento del Comune di sovvertire la gerarchia tra automobile e pedoni/ciclisti nell'uso del centro storico.

 

Un'altra notizia condivisa dai due quotidiani è l'approdo alle aule del Tribunale di Modena di una vicenda che è venuta a galla nove anni fa: un sessantenne di Carpi è accusato dai parenti di circonvenzione di incapace, per aver circuito l'anziana zia 95enne, stornando dai conti correnti di lei, a partire dal 2009, buona parte dei suoi risparmi (la Gazzetta parla di 500 mila euro), fino a ridurla in un pesante indebitamento. Si parla anche di raggiri per giustificare i prelievi, mentre la difesa, che ha chiesto l'assoluzione, sostiene che l'uomo fosse stato il solo a occuparsi dell'anziana parente, deceduta nel frattempo, avendo ricevuto da lei il via libera per compiere ogni operazione sui conti correnti.  

 

Quattro classi Seconde del liceo Fanti, ricorda la Gazzetta di taglio basso, diventeranno due Terze e i genitori dei ragazzi che le frequenteranno in futuro sono sul piede di guerra, perché avvertono il rischio delle “classi pollaio”, cioè di un numero eccessivo di alunni che renderebbe meno efficace l'insegnamento oltre a complicare le relazioni, rese già ardue dal periodo pandemico, mentre non sono arrivate comunicazioni convincenti sulla continuità didattica. La dirigente scolastica però replica come sia normale che classi poco numerose vengano accorpate, senza considerare che un numero di 26 alunni viene considerato “plausibile e normale”.