La laurea in Lettere di Ivana Sica: un traguardo conquistato con coraggio e tenacia

Piove e la festa non si può fare nella suggestiva cornice del Bistrò53? Bene io la faccio al coperto nei locali annessi alla chiesa di Gargallo allestendo un divertente set cinematografico in cui accogliere e immortalare tutti i miei graditi ospiti per una giornata memorabile, quella per la mia festa di laurea... Ed è così che la neo-dottoressa Ivana Sica, lo scorso sabato, circondata dall’affetto e dalla gioia di famigliari ed amici ha festeggiato questo importante traguardo: la Laurea in Lettere ottenuta dopo aver discusso la Tesi “Scrittori che insegnano la scrittura, metodologia di analisi del testo”. «Io intendo la cultura non come una cosa elitaria – sostiene Ivana Sica – o come un piccolo insieme di persone che allontanano quelle che non ce l’hanno, ma qualcosa che invece le avvicina. La cultura deve essere quello che dà all’uomo la possibilità di stare meglio con se stesso ma soprattutto con gli altri, non un modo per sentirsi superiori ma per comunicare e per capirsi meglio».

Esperta in comunicazione, Sica, dal 2017 tiene corsi di Scrittura creativa, ha curato diverse antologie e, nel 2010, ha esordito come scrittrice con la pubblicazione di Rosa conosce il mare, seguito poi da Ridi sempre (2015), Alla fine di questa giornata (2018) e, nel 2020, insieme alla sociologa e scrittrice carpigiana Maria Teresa Cardarelli, Dodici giorni in Israele. Quello che colpisce di lei è la tenacia, perché il suo sogno di laurearsi in Lettere ha origini lontane, quando, appena ventenne e terminate le scuole superiori, si iscrive alla Facoltà di Lettere al Dams di Bologna che lei definisce «… la Facoltà giusta per me perché è un mondo molto creativo, soprattutto in quegli anni, gli anni Ottanta con scrittori come Eco e Celati». Mancavano pochissimi esami alla laurea quando un inaspettato colloquio in una redazione di giornali di moda a Milano la catapulta nel mondo del lavoro facendole interrompere così gli studi. Seguiranno il matrimonio, i figli, la gestione di un ufficio comunicazioni tutto suo fino alla soglia dei cinquant’anni quando ha un cambio di lavoro. Riprende così gli studi, segue corsi di Teologia e di scrittura creativa diplomandosi alla Scuola Holden di Torino. Ma il sogno nel cassetto bussa alla porta del suo cuore e così scopre che gli esami dati all’Università da ragazza non erano andati persi e per completarli servivano altri esami, dieci esattamente, tutti molto impegnativi come quelli di Latino e Linguistica. E qui esce la tempra coraggiosa e tenace di Ivana che, anche se non era certa di farcela, riprende gli studi, questa volta on-line causa Covid, e passo dopo passo arriva al 21 settembre scorso quando discute la sua tesi e viene proclamata finalmente dottoressa in Lettere.

 

«Perché ho deciso di riprendere a studiare in modo così impegnativo – riflette Sica –? Perché io amo molto la letteratura, mi piace scrivere e leggere. Sentivo di avere bisogno di fare un passo avanti qualitativo nella scrittura, avevo il bisogno di basi culturali molto più solide e di una sicurezza maggiore, sentivo di doverlo alle persone che si rivolgono a me nei tanti corsi di scrittura e nei gruppi di lettura che tengo oltre a fare un passo avanti personale nella mia scrittura e questo grazie a tutto ciò che imparato in questi anni di studio di cose molto molto interessanti e arricchenti». E, mentre fuori una leggera pioggerella incupiva la giornata, dentro la festa era invece una esplosione di luce, gioia e calore umano dato da questo senso del vivere di Ivana che, con il volto incorniciato dalla classica corona d’alloro, non lesinava nel mettersi in posa per i mille scatti del caro amico nonché fotografo, Orlando Bernardi, per conservare così ricordi indelebili di questo momento con tutti i suoi entusiasti ospiti a cui lascia un messaggio chiaro: credere sempre nei propri sogni e nella vita che va vissuta con coraggio e determinazione indipendentemente dall’età.