Da Voce mese marzo

Ma i punti caldi sono sempre lì

L'incontro tra Giunta e consiglieri di maggioranza ha rimesso in circolo problemi antichi e mai risolti

Non si sa molto della riunione allargata cui hanno preso parte il 9 febbraio scorso il Sindaco con la Giunta e i gruppi consiliari della maggioranza, convocata per fare il punto, a un anno e mezzo dall'insediamento, sulle cose fatte e quelle ancora da fare del programma di mandato. Quel programma, quando fu reso noto alla vigilia del voto del 2024, venne collocato, proprio da Voce, “tra visione e realismo”. Queste due prospettive, stando alle indiscrezioni, si sarebbero manifestate anche nell'occasione citata, ma in modo più divisivo – essendoci già stata l'esperienza di venti mesi di governo –, con un Sindaco molto incline alla “visione” e la maggioranza che lo sostiene, specie il versante Pd, più propensa al “realismo”. L'inclinazione di Riccardo Righi a riproporre i grandi temi inclusi nel programma e rimasti in sospeso è comprensibile. A un terzo del mandato pochi dei disegni più ambiziosi e quasi nessuno dei problemi ereditati dal passato hanno trovato attuazione. E non ci si può avvicinare al prossimo voto avendo all'attivo i riconoscimenti ottenuti come smart city o il Forum dei giovani o il rilancio del Patrono e del Carnevale e i progetti e le opere già avviati nel mandato scorso e in buona parte finanziati dal Pnrr.

Già sul fronte software (inteso come attività che avrebbero dovuto dare il segno di un governo del territorio più fresco, dinamico e aperto alle novità) il bilancio appare molto al di sotto dei punti programmatici. Che ne è, per esempio, e chi sta lavorando all'idea di fare di Carpi il perno di un distretto culturale basato sul triangolo Modena-Reggio Emilia-Mantova? O di candidare Carpi a “capitale italiana della cultura”? O di dar vita a un Festival internazionale della Pace e della Memoria partendo dalla peculiarità del campo di Fossoli? O a un Festival di riflessione sulla Pedagogia giustificato da mezzo secolo di politiche scolastiche pubbliche? O del ripensamento degli orari della città in funzione delle esigenze dei più piccoli? O della realizzazione della prima comunità energetica? O di favorire gemellaggi con altre città europee? O di creare poli di aggregazione soprattutto giovanili decentrati rispetto a piazza Martiri e piazza Garibaldi?

Ma esiste anche l'hardware, le cose in mattoni e asfalto, quelle che stanno lì da sempre in attesa di una soluzione che non arriva mai e che il Sindaco, per quanto è dato saperne, ha voluto indicare alla propria maggioranza se non come obiettivi da realizzare nel corso di questo mandato, almeno come spunti ai quali assegnare delle scadenze, ambiti sui quali mettersi da subito al lavoro. E' su questi obiettivi che gli sarebbe piovuta addosso, specie dal Pd, qualche critica di "visionario” e "sognatore”, vista la prevalente propensione dell'elettorato carpigiano per le questioni che lo toccano direttamente, a ragionare molto terra a terra, anzi, perfino sotto terra, quando si pensi al risalto che ha sui social il tema delle buche nelle strade. segue 

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