Tutti provvedimenti ai quali non riuscirà mai a pensare una cabina di regia remota come quella di Seta

Mezzi pubblici: servono piccole attenzioni per renderli più familiari e ''alla moda''

Le nuove corsie riservate ai bus di Arianna su via Peruzzi, con tutto il malcontento e il caos che hanno creato con la riapertura delle scuole, ripropongono l'antico quesito: vale la pena mettere a disposizione tanto spazio per un servizio che a Carpi, per quanti numeri ottimistici si possano esibire, continua ad apparire sotto utilizzato? Considerando il concomitante uso delle due corsie preferenziali anche per le biciclette e lo sforzo compiuto nei mesi scorsi dal Comune con la cosiddetta Rete per la mobilità di emergenza (Rme) verrebbe da rispondere con Shakespeare: sì, c'è del metodo, in questa follia. E il metodo, o la logica, sono quelli noti: privilegiare la mobilità leggera, stimolare l'utilizzo del trasporto pubblico, contenere al massimo quello dell'auto, almeno per i brevi spostamento in città. Roba da niente: una vera e propria rivoluzione culturale, per una popolazione che è abituata sì all'uso della bicicletta – pronta peraltro a riporla subito alle prime gocce di pioggia per alzare la saracinesca del garage – ma che con il trasporto pubblico deve ancora stabilire una familiarità. Al punto che quando si reca in una grande città servita invece da mezzi pubblici deve confrontarsi non di rado con l'ostacolo psicologico rappresentato da un sistema di mobilità che non le appartiene – verrebbe da dire – quasi antropologicamente (continua).

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