Nuovo Caffè del Teatro: uno spazio tra tradizione e modernità ideato da un uomo che vive tra Carpi e New York

La sfida di un imprenditore che ha portato Oltreoceano il made in Italy degli accessori moda

Più che un'inaugurazione, un rito cittadino, fra i pochi rimasti. E' la sensazione che trasmetteva sera fa la folla radunatasi intorno al rialzato del Caffè del Teatro, per assistere al ritorno in città del locale, chiuso da una quindicina d'anni. C'era curiosità, ma anche orgoglio per quel nuovo punto di luce aperto a squarciare il buio di quella porzione della piazza e a restituire alla gente di Carpi un ritrovo incastonato nella memoria cittadina. A risolvere il problema, perché tale era diventato il locale dopo la chiusura e le tante traversìe, occorreva una persona dalle idee chiare, disposta al rischio d'impresa, vogliosa di tentare un esperimento che riassumesse in sé la sua esperienza del mondo e il suo sconfinato amore per Carpi. segue

Vincenzo Di Napoli, 42 anni, titolare di V.Studio Group, azienda di produzione e commercializzazione di accessori moda di materiali diversi, ha avuto l'idea e il coraggio di avviarsi su questa strada, senza farsi spaventare dalla prospettiva di ridare vita a un ritrovo fortemente caratterizzato dalle gestioni precedenti, inserito in un edificio delicato e tutelato come il Teatro comunale e sfidando quel tratto di snobismo tipico di una città facile a entusiasmarsi per tutto quello che è nuovo, ripreso magari da contesti cosmopoliti e internazionali, ma altrettanto pronta alla critica e alla stroncatura malevola. La sfida, peraltro, Di Napoli l'ha raccolta con la naturalezza che gli deriva dalla familiarità con contesti che vanno ben oltre i confini provinciali.

Il suo V.Studio Group ha infatti le proprie radici a Carpi, dove è stato fondato oltre vent'anni fa. Ma sull'abbrivio dell'importanza subito assegnata all'accessorio (componentistica tecnica ed estetica, pelletteria, bottoni, chiusure ed elementi per calzature, con lavorazioni specifiche su diversi tipi di materiale) dalle grandi firme della moda e dall'espansione di un settore che in città è uno dei pochi segni di vitalità che resistono degli antichi splendori, la sua azienda ha presto scavalcato il perimetro locale. Ed è approdata a Milano, sede di tutti i marchi del lusso, per realizzare poi stabilimenti produttivi in Italia e Germania e aprire un ufficio  commerciale a Londra che le ha consentito di esportare i suoi prodotti in tutta Europa. Nel 2015 Di Napoli ha varcato l'oceano, aprendo show room a New York e Los Angeles dove fa affluire le sue richiestissime produzioni made in Italy. “L'esclusività di materiali made in Italy – ha dichiarato in questi giorni al Carlino – è stato il modo per far parlare a ogni angolo del locale il linguaggio della bellezza, dell'eleganza e di un'accoglienza senza compromessi”.

 

L'impatto con il primo degli spazi, l'ingresso adibito ad aperitivi, cocktail e caffetteria che prelude al vero e proprio ristorante, dà in effetti l'idea di "...un locale mai visto prima in zona” come sottolinea sempre Di Napoli. La gente che vi sciamava ordinatamente la sera dell'inaugurazione ha potuto apprezzare la parete in acciaio dietro il banco che accentua e valorizza la presenza delle bottiglie, le moderne ed essenziali sedute e l'illuminazione discreta sotto il soffitto affrescato, riportato alla luce dal restauro e che riproduce le decorazioni del Teatro. «Non abbiamo voluto discostarci troppo dalle caratteristiche originarie dello spazio – spiegava l'architetto progettista Chiara D'Orazi –. Non ci siamo rifatti ad alcun modello preesistente, puntando piuttosto a fondere la tradizione rappresentata da un edificio della metà dell'Ottocento, qual è il Comunale, con la modernità di un allestimento basato su elementi di arredo curati nei minimi dettagli». Un tratto, questo, che emana anche dalla grande tenda che sovrasta l'ingresso, scelta secondo i più aggiornati criteri funzionali, ma che la progettista accosta a un sipario teatrale e che di teatro parla anche nella scelta dei caratteri della scritta che ricalca quelle esterne dell'edificio. L'orgoglio cittadino è stato solleticato da Di Napoli anche nei suoi ringraziamenti, rivolti per lo più ad artigiani di Carpi che hanno saputo assecondare al meglio, lavorando ferro e acciaio, legno e luce elettrica, le aspettative dell'imprenditore. Lo sfondo musicale di un'orchestrina jazz, evocativa delle inaugurazioni di ritrovi alla moda di New York e che ha accompagnato i discorsi della serata, è stata indicativa del modo in cui il nuovo Caffè del Teatro intende proporsi: un ambiente di atmosfera, uno spazio di incontro e di cultura. Lo suggeriva anche lo sketch iniziale, che ha visto protagonisti l'attore Gian Marco Tavani nei panni di un imboscato nel locale e un'attrice che gli faceva da spalla.

Musica, bellezza, arte, cultura e convivialità discreta: e ora la scommessa starà tutta nel vedere se la Carpi di oggi sia all'altezza di un posto così.