Giovedì sera il Consiglio comunale di Carpi ha approvato l’Ordine del Giorno avanzato dalla coalizione di maggioranza (PD, AVS e Carpi a Colori) per sostenere la riforma dell’art. 609-bis del Codice Penale, incentrata sul principio del consenso libero e attuale. “La modifica legislativa, partita da una proposta delle deputate PD approvata all’unanimità alla Camera nel novembre 2025, commenta una nota dei Gruppi consiliari Pd e Avs – si è poi arenata al Senato a causa delle divisioni della maggioranza di governo e della proposta Bongiorno, basata sul modello del dissenso, che, come denunciato da numerosi giuristi e giuriste, nonché da centri anti-violenza, rappresenta un passo indietro rispetto agli standard riconosciuti, anche dall’Italia, a livello internazionale, espressi nella convenzione di Istanbul”.
La nota prosegue: “Riteniamo che l’impostazione proposta dal centrodestra è per noi inaccettabile: richiedere alla vittima di dimostrare la propria resistenza fisica o verbale significa esporla a esami denigratori su comportamenti o abbigliamento, ricadendo nella dolorosa vittimizzazione secondaria. Tale approccio contrasta con la Convenzione di Istanbul, la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e la recente risoluzione del Parlamento Europeo del 28 aprile 2026, che definisce lo stupro unicamente sull’assenza di un consenso libero, informato e revocabile”.
Il comunicato si conclude con l'impegno, chiesto all'Amministrazione comunale, di attivare i parlamentari perché contribuiscano a chiudere l'iter normativo in chiave europea e e deprecando il centrodestra carpigiano che ha scelto di non sostenere l’atto, derubricando la discussione a "tempo perso" o ad un’ossessione ideologica.