La fake news gira dall'aprile scorso, è stata denunciata in più occasioni, ma continua a circolare. E in questi giorni ha raggiunto anche la piattaforma di Voce, coinvolta come diverse altre testate giornalistiche, molto più importanti. Compare sì come un banner pubblicitario nei vari siti di informazione, ma con titoli di tipo giornalistico che riferiscono di presunte sospensioni improvvise di trasmissioni televisive – da Porta a Porta a Piazza Pulita – che lasciano intravedere liti furiose all'origine dello stop. Spesso, in questi richiami, compaiono i nomi di Enrico Mentana, Sigfrido Ranucci (è il caso di Voce) , Mario Draghi e, soprattutto, di Milena Gabanelli, che è sta stata la prima a denunciare lo sfruttamento ingannevole della propria immagine. I nomi sono dunque quelli di personalità di riconosciuta competenza e autorevolezza che, cliccando sull'annuncio, compaiono impegnati in scene di un dibattito mai avvenuto e ricostruito con l'intelligenza artificiale, con perfetta riproduzione della pagina del giornale che ne dà conto, con tanto di firma del giornalista. segue
La costante di questi dibattiti è la contrapposizione di queste personalità a figure del mondo bancario – in una finta puntata di Porta a Porta riportata su una finta pagina di Repubblica l'interlocutore di Milena Gabanelli è Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo – che i personaggi famosi criticano per nascondere agli italiani possibili investimenti alternativi al semplice risparmio, divorato dall'inflazione, mentre loro hanno sperimentato direttamente la possibilità di rapidi guadagni, andando al sito taldeitali (sempre opportunamente linkabile). Nel caso della finta puntata di Porta a Porta, il finto pezzo di Repubblica finiva riportando che Messina, adirato con Gabanelli, se n'era andato dalla trasmissione, strappandosi via il microfono, come preannunciato nel banner: e non è un dettaglio irrilevante, perché si sa che gli algoritmi premiano, nell'attenzione degli utenti, la litigiosità, i contrasti, le polemiche. Di contorno, poi, vengono riportati giudizi e testimonianze di lettori che confermano quanto affermato dal testimonial famoso, sostenendo che sì, anche loro hanno fatto quel determinato investimento e hanno visto passare i loro 250 euro iniziali a 7mila in una settimana e a 30mila in un mese. segue
Il veicolo di questo tipo di fake news è Google, che, in cambio di pochi euro che tuttavia fanno sempre comodo alle testate, si prende spazi in forma di banner pubblicitari sulle piattaforme di informazione, senza controlli preventivi sui contenuti. Non lo facciamo in questa sede, invitando i lettori a diffidare di notizie che parlano di furiose liti tra personalità famose avvenute negli studi televisivi. E' tutto falso.